L’idea funziona? Si replica

Ancora una volta, è il Made in Italy che trionfa. Un vanto che tutto il mondo ci invidia e che, in questo caso, trova il suo asse ideale tra la città di Napoli, “mamma” della pizza, e le colline delle prealpi bergamasche. Ma partiamo dall’inizio, dal lontano 1988. Luigi Iorio Esposito, questo è il nome del protagonista di questa storia, apre a Mozzo (BG) il primo Al Galletto d’Oro. I suoi ingredienti? Voglia di fare, una “mano” notevole e anni di duro lavoro, che pagano, e parecchio. “Amo questa professione – ci racconta – e questo mi ha aiutato moltissimo. La passione che ho sempre messo e metto tutt’ora in ciò che faccio mi ha permesso di costruire, giorno dopo giorno, piatto dopo piatto, il successo mio, della mia cucina e del mio locale”.

 

Sapori e impasto

Dopo un esordio così, va da sé, è ovvio che Iorio Esposito comincia a ricevere i riscontri e il riconoscimento che si merita, anche perché stiamo parlando di un maestro pizzaiolo pluripremiato. Il primo locale, quello di Mozzo, infatti, continua a crescere e ottenere consensi. Ma cosa si mangia? La pizza, ovviamente: per scelta strategica lì si mangia solo ed esclusivamente quella. Di tutti i tipi e per tutti i palati. Sapori delicati o decisi, accostamenti quasi azzardati o al contrario complementari, accomunati però da una caratteristica superiore: l’impasto. “Per le mie pizze – prosegue Iorio Esposito – utilizzo esclusivamente le farine di Molino Pasini. Perfette per una lievitazione lenta e prolungata, danno una pasta croccante e gustosa al punto giusto”. Il successo della pizzeria di Mozzo convince il nostro chef ad aprire un nuovo locale, questa volta a Martinengo (BG).

 

Uno via l’altro

E anche in questo caso è un boom, ma qui, oltre alle pizze, via libera alla cucina partenopea. Quindi ecco la pasta fresca fatta in casa, il pescato rigorosamente di giornata, piatti ricercati a base di cruditè di molluschi, crostacei e frutti di mare. “Gli assi vincenti del mio ristorante? – puntualizza – Tra le teglie è molto apprezzata (e pluripremiata) la pizza Bergamasca, a base di polenta amalgamata con funghi porcini, taleggio Dop e cotechino locale, l’altro cavallo di battaglia è invece la mia zuppa di pesce, da servirsi con vino bianco campano”. Queste, sommate le une alle altre, le ragioni di un successo che non accenna a fermarsi e che ha convinto Luigi Iorio Esposito, lo scorso maggio, ad aprire un terzo locale a Urgnano (BG), dedicato a pizze e stuzzichini. Se va avanti così chi lo ferma più?

 

Un mix di premi e fantasia

E’ l’uomo dei premi e della fantasia, Luigi Iorio Esposito. Napoletano Doc, 66 anni, dal 1966 vive nel nebbioso e uggioso (per lui) nord Italia. Numerosi i riconoscimenti (a partire dal 1998 fino allo scorso anno) ma altrettanto interessante è la sua parte creativa (dedica ricette al compositore Gaetano Donizzetti, a lady Diana Spencer, alla nascita del nuovo millennio, all’Euro fino ad arrivare alla teglia dedicata alla pace Usa-Urss!). In ultimo non va dimenticato, e la cosa gli fa onore, che Luigi Iorio Esposito ha partecipato attivamente come didatta al corso per pizzaioli che si è tenuto all’interno del carcere di Bergamo.

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