Due nomi, un solo pesce

alice

Arrotolata, sotto sale, dolce o piccante, considerata per secoli come un cibo povero, l’acciuga è diventata un alimento irrinunciabile delle cucine di tutto il mondo. “Alice o Acciuga?” – due nomi per solo un pesce che annovera altre varianti dialettali a seconda della regione italiana – è il libro di Irene Rizzoli, edito da Electa Mondadori (189 pagg, 26 euro), che racconta l’acciuga, con tutte le sue curiosità e i suoi sapori. La storia di questo pesce nasconde un percorso fatto di passione, di duro lavoro e di creatività: dalla pesca alla salatura, dalla conservazione all’inscatolamento, l’acciuga è il centro della storia di un’epoca di grande fermento imprenditoriale, caratterizzata anche dall’evoluzione del design industriale che il libro delinea con dovizia di particolari. “Alice o Acciuga?” è un testo per imparare a conoscere, degustare e cucinare l’acciuga in modo creativo, con il corredo di immagini evocative e inedite che riportano il sentore dell’aria di mare e il sapore di cose buone. Il volume è completato da una ricca appendice di ricette che sono alla base dei piatti tipici del patrimonio gastronomico italiano – dagli antipasti ai primi, dai secondi alle torte salate– che valorizzano il gusto e la versatilità dell’acciuga.

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