Passione di famiglia

arte bianca

 

Ha un nome che è una garanzia, quasi un marchio di fabbrica, il papà di questo locale. L’Arte Bianca è una creatura del “maestro” Rino Francavilla, vera e propria icona della pizza a Milano. Pizzeria giovanissima (ha aperto da pochi mesi), L’Arte Bianca propone la doppia formula asporto e servizio ai tavoli. Un locale “formato famiglia” (papà Rino, mamma Antonietta, e i figli Manuel e Christian) ma non solo: il pizzaiolo moldavo Victor Graur, ex allievo di Rino (che, oltre a essere pluripremiato in varie competizioni internazionali, è anche validissimo insegnante) ha una mano che sulla pizza si sente, eccome. L’Arte Bianca però non è solo pizza. Cosa si cucina qui?

 

Le ricette del nonno

Tutto rimanda alla Puglia, terra d’origine della famiglia Francavilla: timballi di pasta, lasagne, gustosissimi arancini, panzerotti e crocchette di patate, tutto fatto in casa e come si deve seguendo, come ci dice Rino “le ricette della tradizione contenute nel libro di mio nonno”. Il locale per ora è piccolo (una decina i coperti), ma a breve è prevista l’aggiunta di un’altra sala che può ospitare una quarantina di clienti. E le sorprese non sono finite, se pensate che l’idea dell’Arte Bianca non si fermerà di certo a una sola pizzeria con questo nome.

 

Eredi di talento

Il banco pizza, oltre che del veterano Victor, è il regno di Manuel e Christian, rispettivamente 18 e 14 anni, degni eredi del talentuoso papà Rino. Sono più di 70 le proposte della carta, suddivise tra rosse e bianche, calzoni e pizze special, pizze al trancio e focacce. Ci limiteremo a segnalare, dopo averle assaggiate, quelle firmate dai due figli di Rino: la Manuel è una sinfonia di crema di formaggi, rucola, scamorza di bufala affumicata, olive e funghi champignon freschi, mentre Christian si è inventato un interessante accostamento (ancora senza nome) di ragù, mozzarella di bufala e porcini. Non contento di quanto aveva creato si è cimentato, con successo, in una variante con ragù di cinghiale e mele. Qualità, gusto, fantasia nelle farciture e negli abbinamenti che valgono ben di più dei 10 euro per una cena. La clientela lo ha già capito.

 

Impegno e impasto

C’è chi pensa che ogni buona pizza abbia un segreto: qui non ce ne sono. È tutta impegno, ingredienti, farciture di prima scelta e una cura meticolosa nella preparazione. A cominciare dalla farina, proseguendo con un impasto a base di lievito madre che deve riposare per almeno 24 ore perché, come dice Rino “una perfetta lievitazione deve andare di pari passo con la fermentazione”. E la pizza, pronta per essere farcita, è già pura eccellenza.

 

 

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