Birreria con cucina top

cecilia

 

Soffitti a volta, mattoncini, tavoli di legno e un lungo bancone: così si presenta Bibere Bistrot, la nuova creatura nata poche settimane fa al pianoterra dell’ex Mulino Biondi, ristrutturato di recente accanto al Ponte di Ferro, nei pressi del Gazometro, zona di Roma in grande rispolvero ultimamente. I tre soci non sono propriamente dei principianti: tre anni fa hanno aperto a Garbatella Bibere Beer Shop & Enoteca, una piccola realtà (di spazio fisico ce n’è poco) che ha ottenuto però un grande successo, facendosi un nome dentro e fuori il quartiere. In realtà, come raccontano, “avevamo già tutto in testa fin dall’inizio, e quella prima esperienza è stata fondamentale per arrivare fino a qui; sono stati tre anni propedeutici”. Un percorso fatto di piccoli passi, che si è concretizzato in questa nuova attività, una birreria con cucina nata con l’obiettivo di sfruttare i vantaggi di avere un’enoteca e un ristorante. Pochi piatti sul menù, con offerte del giorno in funzione di quello che si trova al mercato, insieme a una rotazione veloce.

 

Intensità di sapori

Tra le carte vincenti, la presenza dello chef Anthony Genovese come consulente, di cui si sente l’impronta nella cucina che, rispetto a Il Pagliaccio (il suo ristorante di Roma due stelle Michelin), viene declinata in modo più semplice e intuitivo, calata su questa realtà. Tra le ‘conseguenze’ di questa scelta figura anche Andrea Massari, allievo dello chef stellato, che guida la squadra di Bibere. In carta si spazia dai Fiori di zucca e salsa di parmigiano al Pollo satè con caramello allo scalogno come antipasto (6-8 euro). Per primo (10-11 euro), c’è un classico come le Mezze maniche alla carbonara ma anche gli Spaghetti Udori con calamari e verdure, mentre tra i secondi c’è sia pesce che carne (12-15 euro), dal fish&chips rivisto con baccalà e manioca, all’hot dog con salsiccia casareccia e crema di fagioli neri.

 

 

 

La dimensione beverage

Per quanto riguarda l’anima beverage del Bibere Bistrot, se all’enoteca l’attenzione è da sempre centrata su piccoli produttori, articoli di nicchia e ricerca, al ristorante si ha un occhio anche per aziende un po’ più importanti e conosciute sul mercato. Alla lista dei vini, si aggiunge una scelta di birre alla spina artigianali, otto pompe con una rotazione costante: non si attacca mai lo stesso fusto, in modo da far provare più prodotti. Non mancano i cocktail e l’aperitivo, uno spazio ancora da ampliare, a fronte di cena e dopocena che hanno già ingranato, con anche richieste di serate private e feste.

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