Una formula vincente

bir&fud_fritti

Un angolo di Trastevere, qualche tavolino all’esterno, birra a fiumi, rigorosamente artigianale, e un menù con piatti e pizze sempre nuove che ruotano seguendo le stagioni: questo è Bir&Fud, una scommessa iniziata nel 2007 che oggi vede tavolini perennemente occupati e facce soddisfatte. Il segreto, dicono loro, è una “farina macinata a pietra naturale delle Langhe e lievito madre”. A questo ci aggiungono “pizze e fritti d’autore”, a cominciare dal famoso tris: supplì alla gricia, amatriciana e carbonara. Le birre sono esclusivamente artigianali, solo italiane e solo micro birrifici, una precisa scelta da cui non si transige. “Solo birra e acqua”, confermano da Bir&Fud, sottolineando che non c’è nessuna altra bibita in vendita. Quanto alle pizze, c’è lo zampino di Gabriele Bonci, il padre della pizza a Roma, che ha seguito come consulente dopo un iniziale periodo di avviamento. Il risultato, che dopo cinque anni si è ampiamente consolidato, è un menù che cambia in continuazione grazie ai fuori carta, prodotti stagionali e i surgelati banditi il più possibile. Si va dalla Margherita doppia, sulla quale si mette la bufala a crudo, al Miracolo di San Gennaro per il quale si utilizza il pomodoro di Sant’Antonio Abate, presidio Slow Food, che non viene frullato ma schiacciato a mano sopra, insieme a mozzarella di bufala. Ma c’e’ anche la Brucaliffa, con bufala affumicata, bresaola, rucola e parmigiano con una grattata di limone, la Vacca frigida, con misto di fiordilatte e bufala, friggitelli e pachino, e il Lardo in fiore, una bianca con fiori di zucca e lardo di colonnata, tutte tra i 12-13 euro.

 

Ricette creative

Il menù ristorante non è da meno e comprende ricette creative, dalle famose ‘patate come sforno comanda’ come antipasto, alle bruschette, fino ai classici romani rivisitati (crostini ai colossi romani, con trippa, coda e coratella). Ma si spazia anche verso frutti di mare e pesce azzurro, con il Vaso di Pandora (zuppetta di cozze, baccalà, pomodorini fumeè e riso venere scottato con crostini dolci), Cus Cus Clan (tortino di cus cus, pomodorini, baccalà e zucchine foderato con peperoni arrosto su vellutata di pomodori verdi, burro e alici), iTuna (tagliata di tonno in crosta di semi e pane carasau) e Dal balcone di Giulietta (frittura di alici su crocchetta di patate e quinoa, scorza di limone e dressing alle erbe). L’interno accoglie un lungo bancone e una sala, per un totale di una settantina di coperti, ai quali se ne aggiungono altri dieci all’esterno d’estate.

Si beve artigianale

“…i primi con solo birra artigianale italiana, pizze con lievito madre e fritti d’autore…”: l’incipit è testuale ed è tutto un programma. Spiega bene la filosofia del luogo e cosa si può trovare. Sul fronte birre, la proposta è ampia, rigorosamente italiana e rigorosamente artigianale. In lista trovano spazio, in primis, le Birre del Borgo, dalla Reale Extra alla Duchessa, fino alla Rubus e a Stelle e Strisce. Ma non solo: ci sono anche Toccalmatto, Bi-dù, Maltovivo, Extraomnes, Lambrate, Ducato, Menaresta, Opperbacco, Rocca dei Conti e Troll.

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