T’amo pio bove

bovina

Eblex, l’ente inglese che promuove le carni rosse in Europa, ha affidato a Doxa lo sviluppo di un progetto di ricerca quali-quantitativo volto principalmente ad aggiornare uno studio già condotto da nel 2005. Il quadro che ne è emerso è risultato essere molto variegato. La carne viene percepita come un alimento gustoso e versatile a cui si riconosce un elevato valore nutrizionale nonostante alcune criticità legate alla scarsa appetibilità nel target younger e older e a un prezzo comunque elevato per quanto riguarda i tagli moderni. Il consumo di carne in Italia risulta essere molto forte (l’88% della popolazione italiana ha dichiarato di consumare carne bovina), anche se si colgono i segnali di una lieve flessione (nel 2005 il consumo si attestava al 93%). Ma, a fronte di una mancanza di background conoscitivo approfondito della carne inglese, c’è una evidente curiosità da parte del consumatore nei confronti di questo prodotto oltre a un cauto ottimismo che lascia sperare ampi margini di crescita per l’immediato futuro. Un’importante leva in questo senso è data dalla tenerezza – una delle caratteristiche organolettiche più apprezzate dagli italiani (62% delle donne e 58-59% degli adulti over 35 anni) – che le carni inglesi possono vantare e certificare grazie alla recente acquisizione dell’etichetta “Matured Beef”.

 

Il processo d’acquisto

Negli acquisti di carne bovina, fra i fattori proposti, 4 consumatori su 10 (39%) dicono di considerare innanzitutto il fatto che siano stati effettuati dei controlli di qualità. Gli altri due fattori più considerati al momento dell’acquisto, in ordine d’importanza, sono il Paese di provenienza (26%) e la fiducia nel luogo di acquisto (19%). Naturalmente, questi tre aspetti sono fra loro collegati: chi ha fiducia nel punto di vendita, pensa anche che il rivenditore sappia selezionare le carni migliori/più sicure; chi presta attenzione al Paese d’origine, pensa anche che sia quest’ultimo a garantire la qualità/la sicurezza delle carni (tipo di pascoli, legislazioni, controlli sanitari ecc.). Questi tre fattori erano risultati essere i più influenti sul processo d’acquisto delle carni bovine anche in passato (1999 e 2005). Tuttavia, il fattore Paese d’origine è oggi molto più considerato (le citazioni sono raddoppiate: 26% vs 13%), mentre l’importanza del fattore “fiducia nel luogo d’acquisto” è scesa (19% vs 29%).

 

 

Il nostro mercato

Con circa 400.000 tonnellate l’anno, l’Italia si conferma essere il principale importatore di carni bovine di qualità dell’Unione Europea. Dal 2006 – anno in cui l’Inghilterra ha potuto riammettere le sue carni sui mercati dopo la crisi dello scandalo “Mucca pazza (BSE)” – le esportazioni verso l’Italia sono cresciute in maniera sostanziale e, nel 2011, circa 9.000 tonnellate di manzo sono entrate dall’Inghilterra nel mercato italiano, principalmente attraverso il canale dei ristoranti di qualità, presso i quali queste carni sono considerate tra le migliori.

 

 

 

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