Il copyright entra in cucina

risoe oro

Come un libro, un film, un quadro: oggi anche il risotto è tutelato dal diritto d’autore. In quello che sembra il primo caso al mondo del genere, il Tribunale di Milano ha riconosciuto a Gualtiero Marchesi il copyright sulla sua famosissima ricetta riso “oro e zafferano”, presentata su un piatto col bordo nero e guarnito con una foglia d’oro commestibile.Tempo fa uno dei suoi cuochi, dopo vari contrasti con l’artefice della nouvelle cuisine in Italia, aveva lasciato Marchesi e aveva aperto un ristorante in cui tra i vari piatti offriva un risotto presentato come identico a quello del Maestro, in realtà cucinato usando riso Basmati. Il nome che aveva dato al piatto era “Risotto Oro e Zafferano. Omaggio a Marchesi“. Il legale di Marchesi ha intentato causa facendo innanzitutto presente che il risotto, con la relativa presentazione, era stato depositato nel 2002 come marchio distintivo di design. Inoltre il piatto – ed è forse stato questo a irritare più di tutto Marchesi – era stato realizzato non con il pregiato Carnaroli, ma con il Basmati, cereale del tutto inadatto a essere utilizzato per il risotto. Ebbene, il collegio del Tribunale di Milano, Sezione Imprese, formato da Marina Tavassi, Roberto Magnaghi e Anna Maria Stern, ha sentenziato: “…il piatto del Maestro Marchesi è parso alla Corte degno di essere protetto anche con la tutela del diritto d’autore ai sensi dell’art 2 n.10 della Legge di diritto d’autore e questo perché è dotato di creatività e valore artistico”. Dunque, in casi eccezionali, anche un piatto di cucina è protetto da copyright.

La legge di Sybaris

Sybaris, fondata dagli Achei nel 720 a. C., fu una delle città più prospere della Magna Grecia. Già nel 510 a. C. vi si legiferava in merito al diritto d’autore in cucina. Un’epigrafe denominata la legge di Sybaris recita: “Qualora un ristoratore o un cuoco inventi un piatto originale ed elaborato, nessuno altro che l’inventore è autorizzato ad utilizzare la ricetta, prima che un anno sia passato, in modo tale che l’inventore abbia il diritto esclusivo di ricavare un profitto da esso all’interno del suddetto periodo, e in modo da indurre altri a fare uno sforzo e a distinguersi per le invenzioni nello stesso campo”.

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