Ambiente retrò con brio

FERMENTO_08

 

Trasformare il vecchio negozio di ceramiche d’arte del nonno in un locale aperto da mattina a notte fonda, lanciandosi nel mondo nuovo della ristorazione facendo tesoro dei consigli del papà ristoratore e con a fianco la mamma e lo zio. Una storia imprenditoriale nella migliore tradizione familiare italiana: è così che è nato ‘Fermento Cucina e Bar’, nuovo indirizzo capitolino nel quartiere Prati, locale in puro stile anni ’70 a richiamare quello del palazzo, costruito proprio in quegli anni. “Trovare il nome giusto è stata una guerra”, racconta il 25enne Fausto Milillo. “Ci ho pensato per mesi, volevo uno nome particolare che attirasse l’attenzione, attinente non solo alla cucina, perché oltre al ristorante è anche altro, ma piuttosto un gioco di parole che richiamasse sia il bere che il mangiare”. A questo, il giovane ristoratore ci ha aggiunto una ristrutturazione profonda, trasformando lo spazio in una doppia sala con cucina a vista e un piano rialzato con annesso terrazzo, il tutto arredato con tavoli composti da campioni di parquet trovati nel magazzino del negozio e rilavorati. E’ una scommessa in tempi difficili ma lui ci crede. “E’ un campo in cui si può ancora lavorare: prima a Roma bastava aprire un posto e la gente ci ‘cascava’ dentro – conferma -. Ora bisogna avere un’idea carina, materie prime e una cucina in proprio che funzioni”.

 

Orario lungo

Si va dalla mattina alle 8.30 fino alla sera, dopo cena compreso. A pranzo in maggioranza arrivano dagli uffici e dai negozi della zona, insieme a qualche straniero, mentre all’aperitivo sono i giovani a farla da padrona, soppiantati da una clientela più adulta a cena. Nel menù – “particolare ma non troppo, comprensibile a tutti” – si parte con la norcineria seguita da antipasti vari tra gli 8-10 euro (tartare di manzo, strudel di verdure croccante su ricotta di pecora e porro, carpaccio di gamberi o pesce spada sotto sale con chips viola e maionese di mare). Oltre ai primi ‘classici’ (amatriciana, carbonara e cacio e pepe, tutti a 8 euro), ci sono anche piatti più creativi, come i paccheri al sugo bianco d’anatra e bottarga (12 euro) o gli gnocchetti di patate con gorgonzola fuso e ceci freschi (9 euro). Tra i secondi, spicca l’hamburger ‘fai da te’ da 250 grammi, disponibile di manzo, pollo o tonno (13,10, 16 euro) e componibile secondo il proprio gusto.  Ma non manca il pesce, come il ricciolo di spigola su patate al verde e salsa di crostacei (13 euro) o i gamberi in tempura con soia e zuppa di miso (13 euro). Per finire, si va dal classico tortino di cioccolato con cuore caldo e zuppetta di vaniglia, alla cupola di tiramisù (entrambi a 6 euro) fino a un originale Italia-Germania 4-3 a 5 euro.

 

Soft drink d’antan

Cosa abbinare al cibo? Insieme alla carta dei vini, c’è birra in abbondanza. Da quelle alla spina, la Weinhenstepaner in versione hell o weiss (4,5-5 euro) e la Menabrea strong (4 euro), a quelle artigianali (6 euro), la ‘A modo mio’, ipa o scotch ale, prodotta dal birrificio abruzzese San Giovanni. Ma ci sono anche soft drink dal sapore retrò come aranciata, lemon soda, cedrata, gazzosa e chinotto.

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