Normalità premium

cecilia

Hamburger di Chianina da 200 grammi, pane fatto in casa e patatine croccanti rigorosamente fritte sul momento per accompagnare. A San Lorenzo, quartiere operaio di Roma alle spalle dell’Università La Sapienza, l’ultimo arrivato sulla scena gastronomica richiama al passato della zona puntando su un prodotto d’eccellenza. I proprietari del resto non sono dei principianti, ma anzi da anni gestiscono una griglieria pochi passi più in là. In questa nuova avventura, che fra poco compie un anno, hanno voluto presentare una “formula facile e veloce ma di qualità”, spiega Manuela, che mette subito bene in chiaro la filosofia, sua e del marito: niente shottini a un euro, molto in voga nel quartiere, dove la movida è composta prevalentemente da giovani e squattrinati studenti, italiani e stranieri. Se ci si aggiunge che gli hamburger sono ottimi ma non economici (tra i 9 e i 12 euro), ecco che la clientela si ‘sceglie’ da sola. E una conferma viene dalla mancanza di problemi con i condomini che abitano nei palazzi intorno al giardino del locale, un polmone che – d’estate o d’inverno, grazie alla veranda – accoglie i clienti, con tanto di area bimbi in fondo allo spazio. Con un centinaio di posti a sedere, aperti sette giorni su sette, da mezzogiorno a notte fonda, il Ferrovecchio punta su “preparazioni espresse, carne scelta con una caratura fatta di 80% magro e 20% grasso”.

Vecchi mestieri in tavola

“Quello su cui dobbiamo lavorare di più sono gli hamburger vegani e vegetariani”, aggiunge Manuela che in carta ha già il ‘Fruttarolo’ con medaglione di verdura, pomodoro e lattuga, insieme al ‘Pesciarolo’ (salmone fresco, rucola e panna acida), per chi non vuole la carne. Tutti nomi ripresi da vecchi mestieri, in linea con il locale, esso stesso in passato un magazzino per il recupero del ferro vecchio. Ecco così spuntare dal menù il classico ‘Stracciarolo’ con pomodoro, lattuga, cheddar, pancetta e cipolla rossa, ad accompagnare l’immancabile hamburger di Chianina con il panino fatto in casa, o il ‘Carrettiere’ con mozzarella, pomodoro appassito e pesto, il ‘Bombolaro’ con melanzane grigliate, n’duja e ricotta salata o ‘l’Arrotino’ con pollo panato nei corn flakes, peperoni e sala jalapeno. Tra gli antipasti, oltre ai classici fritti (supplì, crocchette e fiori di zucca), si trovano anche, freschi, alici e moscardini fritti a 5,5 euro. Spazio anche alle pizze con pasta a lunga lievitazione di 72 ore, cotte in forno elettrico. Scelta classica, che va dalla Margherita e Marinara alla Capricciosa e Ortolana con verdure, fino alla Ferrovecchio con tonno, cipolla, mozzarella e n’duja (5-8 euro). Occhio anche ai dessert, tutti rigorosamente ‘homemade’ con tiramisù, panna cotta, semifreddo al pistacchio e la specialità della casa, il tortino ricotta e pere.

60 birre artigianali

Non potevano mancare le birre artigianali, altro segno distintivo del locale. Una sessantina quelle in carta, più dell’80% italiane. Alla spina se ne contano quattro, tre fisse tedesche, tra cui una chiara e una rossa doppio malto, più una a rotazione ogni due/tre settimane. Presente anche una piccola lista di vini e per chi di alcol non ne vuole sentir parlare ci sono chinotto, gassosa e tè verde.

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