Imbottiti di tipicità

Gaudeo 01

“Il cibo è gioia, è piacere, è amore, è benessere, è sorriso, è convivialità. Quando questo per esigenze di tempo deve essere consumato velocemente, nella tradizione italiana si può riassumere in una parola: panino…”: è una vera e propria dichiarazione d’amore quella che anima i sei soci che si celano dietro Gaudeo, la nuova paninoteca gourmet che ha aperto a metà giugno a Roma. A dirigere lo spazio, pochi metri quadrati nel quartiere Monti, sapientemente allestiti e decorati è Christian Vit, un passato da attore e un presente in cui la passione artistica ha lasciato spazio all’appassionata ricerca dell’eccellenza con cui imbottire i panini che arrivano quotidianamente dal forno Roscioli, farina di kamut biologica al 100%. “Qui non si usano piastre, non si riscalda nulla, è tutto fresco perché bisogna sentire ogni singolo ingrediente”, frutto di una “ricerca super maniacale”. La filosofia è chiara e punta a proporre i migliori prodotti regionali interpretandoli con fantasia e gusto, tramite accostamenti particolari, seguendo al tempo stesso la tradizione.

 

Anche i formati mignon

E che sia la tradizione enogastronomica locale a caratterizzare l’offerta lo dimostrano i nomi dei panini, dedicati a paesini e a province italiane: si va da Paestum (treccia di bufala, carpaccio di pomodorini e battuto di olive taggiasche) a Prà (pesto alla genovese Rossi, stracchino di capra e julienne di zucchine crude) passando per Bormio (bresaola punta d’anca, ricotta di bufala, rughetta e gocce di extravergine). Non mancano Novellara (mortadella artigianale tartufata), Cameri (gorgonzola dolce, carpaccio di pera, noci sbriciolate) e Sandrigo (baccalà mantecato, carpaccio di finocchi, gocce di aceto di lamponi e di extravergine). I prezzi sono adeguati all’offerta, si va dai 5 euro del Monterenzio (mortadella artigianale con pistacchi) agli 8 euro per Cabras (stracciatella di burrata di Andria, lamelle di bottarga di Cabras, gocce di extravergine e d’arancia) fino al massimo di 10 euro per Osimo (carpaccio di filetto di salmone affumicato, robiola artigianale, erba cipollina fresca e gocce di extravergine). “Da qualche settimana, abbiamo aggiunto anche il formato mignon, che è piaciuto molto”, spiega Christian Vit, che davanti al bancone vede passare dipendenti degli studi e dei ministeri della zona, gente del quartiere che magari viene a comprare il companatico (in alcuni casi venduto singolarmente, come il pesto e il baccalà mantecato), ma anche qualche turista. Orario lungo, dalle 11 fino alle 22,30 dal lunedì al mercoledì, il giovedì c’è la degustazione e la musica selezionata del dj mentre venerdì e sabato si chiude a mezzanotte.

E si beve selezionato

Non manca il bere di qualità in abbinamento all’offerta gastronomica: vini bianchi, rossi e bollicine, con un’attenzione maniacale, anche qui, a chi fa un prodotto di eccellenza. Come per esempio il Syrah di Stefano Amerighi o il Primitivo ‘La Signora’ dell’azienda Morella, entrambi 5 grappoli, ma c’è spazio anche per le birre, rigorosamente italiane e artigianali, poche ma buone (Maltus Faber Bionda, Maltus Faber Ambrata, Brewfist Space Man, Tipopils Birrificio Italiano). E per gli astemi, gazzose, chinotti e cedrate.

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