Omaggio al dna di Napoli

libropizza

Più che un libro di ricette, è un omaggio alla pizza e alla città che le ha dato i natali, Napoli. Curato da Franco Manna, fondatore del marchio di pizzerie Rossopomodoro, in collaborazione con Antimo Caputo, amministratore delegato di Molino Caputo, il “Il libro della pizza: come prepararla a casa con i segreti e le ricette di 11 grandi maestri pizzaioli napoletani” edito da Mondadori (170 pagg, 19,90 euro) vuole essere un viaggio all’interno della cultura e delle tradizioni partenopee, non solo della sua gastronomia. Presente in tutte le librerie, il volume è reperibile anche nei negozi di specialità gastronomiche italiane Eataly e nei bookshop di Expo e dei principali musei. In sella alla loro Vespa, con cui percorrono i vicoli e i rioni di Napoli, due ottimi chef partenopei, Enzo De Angelis e Antonio Sorrentino, accompagnano il lettore nei templi della pizza impastata e cotta sotto il Vesuvio alla scoperta dei segreti dei grandi pizzaioli napoletani. Segreti che spesso hanno radici antiche, tramandati da maestro a garzone, da nonni ai nipoti, da genitori a figli, senza bisogno di regole scritte o di manuali. Perché i pizzaioli sono i custodi di un mestiere antico.

Un segreto antico

“La pizza fatta in pizzeria o in casa aveva sempre alla base un segreto – conferma Franco Manna ricordando la sua infanzia a Napoli – e più veniva buona più il segreto era ben conservato”. Ma esiste davvero un elemento misterioso che in 200 anni ha reso la pizza famosa e amata in tutto il mondo? E come si può fare per carpirlo? Il libro rivolge queste domande ai grandi maestri pizzaioli in rappresentanza di 11 pizzerie. Maestri che si sono prestati a svelare le loro ricette per permettere a tutti di cucinare a casa propria, nel migliore dei modi, questo piatto povero che ha conquistato nobili e sovrani. Si tratta di Raimondo Cinque (Gigino Pizza a Metro), Davide Civitiello (Rossopomodoro), Luigi Condurro (Antica Pizzeria Michele), Luciano e Salvatore De Angelis (Fratelli Zombino), Ferdinando De Giulio (Ermenegildo), Domenico De Luca (Pellone), Teresa Iorio (Le figlie di Iorio), Gennaro Luciano (Antica Pizzeria Port’Alba), Ciro Oliva (Concettina ai 3 Santi), Salvatore e Francesco Salvo (Salvo), Gino Sorbillo (Sorbillo). Attraverso la loro voce e la loro storia, raccontata in breve all’inizio di ogni capitolo, il lettore si addentra nei segreti di un’arte, quella della preparazione della vera pizza napoletana. Ogni pizzaiolo racconta e spiega passo dopo passo quattro ricette, di cui una classica, una classica interpretata, una innovativa e una cosiddetta “in forma”, cioè stesa in una forma di fantasia secondo la sua creatività. Il tutto arricchito da un tutorial per eseguire perfettamente impasto, lievitazione e scelta degli ingredienti e illustrato da splendide fotografie.

Patrimonio dell’umanità

Grazie all’impegno di Rossopomodoro e Coldiretti, già da diversi mesi e con ottimi risultati, si stanno raccogliendo un milione di firme per fare inserire l’arte della pizza napoletana nel Patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco. La petizione è stata lanciata da Alfonso Pecoraro Scanio, ex Ministro dell’Agricoltura, che ha deciso di dare battaglia per tutelare un marchio, quello della pizza, di cui tutto il mondo vuole impadronirsi.

 

 

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