In pizzeria a Londra

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Partiamo sfatando due miti. La pizza a Londra può essere di ottima qualità, anche per merito dei tanti italiani che negli anni hanno saputo aprire ristoranti di buon livello investendo in materie prime, servizio, arredo e professionalità. E i prezzi poi non sono  così elevati come si potrebbe immaginare. Che sia merito della fortissima concorrenza, in alcune strade di Londra le vetrine dei ristoranti e delle pizzerie sembrano quasi inseguirsi, o demerito dell’euro che ha fatto crescere il conto della famosa “pizza&birra” in Italia, alla fine il dovuto non appare poi molto distante da quanto si paga nelle grandi città italiane del centro nord. La capitale inglese può però contare, come detto, sulla concorrenza, offrendo al cliente una varietà quasi infinita di possibilità. Non è un caso che proprio Londra abbia offerto per diversi anni la pizza più cara del mondo (Pizza Royale 007, quasi 3.000 euro nel 2006), mentre oggi è possibile consumarne anche per 3 sterline (3,4 euro).

Contaminazioni e purezza
In molti casi non mancano evidenti contaminazioni, spesso eccessive, tra il disco di pasta “all’italiana” e condimenti tipicamente british, asiatici o di ispirazione caraibica. Spazio quindi ad ananas, frutta in genere, pesce crudo, pollo al curry, spezie di ogni tipo, colori e sapori spesso difficili da identificare.
Ma il piacere della tipica pizza italiana rimane comunque evidente. Nelle pizzerie più note non mancano forni a legna prodotti in Italia, così come olio, pomodori e condimenti provenienti dalle nostre regioni.
Da La Caricatura, a pochi passi dalla centralissima Oxford Street, è la Margherita (8,50 sterline, 9,54 euro) la grande protagonista a pranzo e a cena.
Decisamente più impegnativa la Panecuocolo, 10,95 sterline (13 euro) di mozzarella affumicata, broccoli e salsiccia.
Se poi il desiderio va oltre il tradizionale disco di pasta è presto spiegato il recente successo della pizzeria Portobello (quartiere chic di Notting Hill), dove la “pizza a metro” riesce ogni sera ad attirare una folta clientela. Un metro di pizza, di cui viene pubblicizzata la lenta lievitazione dell’impasto per 42 ore, parte dalle 26 sterline (quasi 30 euro) al metro della Marinara per arrivare alle 58 (65 euro) della Pescatora.
Ma è la pizzeria Franco Manca, un po’ spartana e decentrata, a meritare i maggiori elogi della stampa nazionale e del pubblico. Appena 6 tipi di pizze per un prezzo medio di 7 euro, Sempre 6 le etichette di vino presenti in carta, forno a legna made in Italy e prodotti biologici italiani. Una tappa obbligata.

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