A Kiev la pizza decolla

kievpizza

Saranno stati gli Europei di calcio o forse l’incremento degli scambi commerciali tra i due Paesi o forse ancora l’assenza di reali concorrenti nella tradizione alimentare locale. Ma sta di fatto che in Ucraina la pizza ha ormai preso piede. Parliamo ovviamente della capitale Kiev, profondamente diversa dalle altre realtà rurali ancorate alle tradizioni, città che proprio sulla spinta della kermesse calcistica ha cercato, tra mille aumenti dei prezzi a discapito dei turisti, di ammodernare la propria immagine. Il predominio italiano, almeno nelle insegne dei ristoranti, è evidente: Vesuvio, Napoli, Verona, Bella Italia, ma anche, purtoppo, Mafia.

Tanta voglia d’Italia

Gli ucraini al momento hanno puntato principalmente sull’offerta a domicilio o su locali molto piccoli con posti a sedere limitati. Locali che offrono una pizza per l’equivalente di 3-4 euro ma dalla qualità, almeno per noi, davvero bassissima. I ristoranti-pizzeria sono invece generalmente di proprietà italiana o mista e la differenza si sente. Crescono sicuramente i costi, talvolta molto elevati per gli ucraini e superiori alla media anche per un italiano. Ma aumenta anche la qualità. Prediamo un classico, la pizzeria Napule, dal 2008 iscritta all’Associazione Verace Pizza Napoletana e punto fermo per gli italiani che vivono a Kiev o più semplicemente la vivono. Il servizio è migliorabile, la comunicazine con i camerieri non sempre facile, ma i prodotti arrivano dall’Italia e il pizzaiolo italiano è una certezza. Particolarità che hanno però un costo. E così la Margherita vola verso gli 8 euro e una quattro formaggi verso i 15. Ottima, secondo i più assidui frequentatori, anche la bufala proveniente dall’Italia e in listino sempre a 15 euro. Prezzi non per tutti, ma che non sembrano frenare la forte voglia di Italia tanto diffusa in questa parte d’Europa.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register