Tutto quanto qui è tendenza

cecilia

 

 

La prima cosa che colpisce l’occhio, entrando a La Moderna, è l’enorme bancone che troneggia al centro della sala. Un ‘mostro’ di ferro, rame e marmo, dalla cui pancia escono cornetti e cappuccini la mattina, caffè a pranzo e futuristici cocktail quando cala il sole. Intorno, tavolini e divanetti in pelle ovunque, in un mix di ferro, vetro, legno e ceramica che è l’anima di questi 300 mq di nuova apertura a Testaccio. È un salto indietro nel tempo, ai mitici anni ’50-’60, quando tutto sembrava possibile, il futuro era lì davanti, con promesse di progresso e grandezza a portata di mano. E tutti i particolari del locale giocano a riprendere quell’atmosfera, compreso l’enorme schermo da cinematografo che copre un’intera parete e che trasmette film d’epoca, senza sonoro, ma anche le partite, rigorosamente in bianco e nero. E’ nata così un’altra scommessa nella ristorazione capitolina di Luca D’Angelo, già proprietario a Roma dello Splendor Parthenopes, locale che strizza l’occhio alla cucina partenopea ma con una vocazione internazionale.

 

 

 

Pizze di ricerca

 

Qui invece, spiegano, si vuole proporre una cucina italiana non classica, con originali rivisitazioni, presentando piatti inusuali per un quartiere ‘storico’ romano. Niente pajata o coda alla vaccinara, quindi, ma guancia di manzo brasata con scalogno al forno (18 euro) e tagliata d’agnello con carciofo alla romana (16 euro). E non manca l’offerta street food, con i ‘cani caldi’, versione locale dell’hot dog, modello ‘affumicato classico’ o ‘al pastrami’. C’è anche il forno per le pizze, che escono leggermente più alte di una classica romana, ma senza arrivare alle ‘vette’ napoletane. Si va dalle intramontabili Margherita, Marinara e Napoli (6-8 euro) a quelle più originali come All’amatriciana con guanciale, pecorino e peperoncino (9,50), o la Broccola, bianca, con broccoli e salsiccia di cinta senese (12 euro) fino alla Lasagna ricoperta di ragù di manzo maremmano, ricotta e parmigiano (14 euro). E se poi l’offerta iniziale prevedeva come primi solo lo spaghetto aglio, olio e peperoncino, in tre formati (da 300, 400 e 600 grammi) e tre gradazioni di ‘fuoco’, ora si sono allargati anche agli agnolotti di brasato con crema di rape, tonnarelli cacio e pepe con carciofo croccante, paccheri con pomodorini, menta, trippa di baccalà e pecorino, ma anche gnocco di semolino alla romana con spuma di parmigiano e guanciale croccante, tutti tra i 10 e i 12 euro.


 

 

Cocktail a tutto pasto

La novità che stanno cercando di importare anche a Roma, ma che già spopola all’estero, assicurano, è pasteggiare con i cocktail. E la scelta è praticamente illimitata, con continue citazioni e giochi di parole. In carta si trova Un americano a Roma (vermouth italiano, Cynar, Bitter Campari, infuso alla camomilla e soda), ma anche un Gin Comic (gin, pachino, basilico, zucchero, acqua tonica e scorza di agrumi), L’isola Tiberina (rye whiskey, vermouth classico di Torino, Cynar, maraschino, curaçao) e ‘Na Margherita (tequila, succo fresco di lime, liquore al chinotto, basilico fresco e sale rosa).

 

 

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