La pizza Stg non si tocca

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L’agroalimentare è un mercato da cardiopalma, un settore che metterebbe a dura prova anche il sistema nervoso di un astronauta. Negli ultimi anni, se facciamo mente locale, è andata in scena un’inquietante galleria degli orrori che ci ha stordito con una  sfibrante altalena di allarmismi. Influenze da cortile, mucche pazze, bufale e maiali alla diossina hanno regalato overdose di adrenalina al settore e inferto colpi traumatici ai consumi di riferimento. Spesso senza motivo, tanto per non vivere mai tranquilli.
L’ultimo spaghetto (nell’accezione di spavento) risale a qualche settimana fa. Tutto risolto, oggi, ma che tensione. Veniamo ai fatti. La pizza napoletana, che solo nel 2009 ha ottenuto dalla Ue il riconoscimento europeo di Specialità tradizionale garantita (Stg), ha temuto il peggio. La Commissione europea ha infatti approvato una proposta che prevede di sopprimere quelle Stg che non presentano l’utilizzo di prodotti Dop o Igp. Un brivido gratuito. Ma, grazie al cielo, l’acronimo Stg riferito alla Pizza Napoletana è nato blindato, in quanto nel disciplinare di produzione è previsto e menzionato l’utilizzo della Mozzarella di Bufala Campana Dop.
“È il valore aggiunto che consentirà alla Pizza Napoletana di non mettere a rischio il marchio europeo di Specialità tradizionale garantita – ha dichiarato Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana -. L’unica mozzarella Dop è proprio quella di bufala campana, che rappresenta dunque la nostra peculiarita per confermare il riconoscimento Stg e continuare a offrire ai consumatori la vera Pizza Napoletana”. Determinato anche Luigi Chianese, presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che ha espresso pieno sostegno a ogni iniziativa utile a tutelare la Pizza Napoletana. “La mozzarella di bufala campana è il più importante marchio Dop del centro-sud Italia – ha precisato – vanta una storia quasi millenaria ed è un simbolo del made in Italy. Rappresentiamo un comparto solido e in continua crescita e siamo pronti a mettere la nostra esperienza e il nostro impegno al servizio di un altro prodotto di eccellenza, come la pizza, in una collaborazione che mira a esaltare l’immagine della Campania nel mondo”. Come dire, giù le mani dai gioielli di famiglia!

Di Gabriele Ancona

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