Qui si cucina la speranza

girasoli

Un pizzaiolo egiziano, uno chef sardo, uno spazio ampio e colorato nascosto nei meandri del quartiere Quadraro a Roma, ma soprattutto un ristorante dove il cibo si coniuga alla speranza. Non una speranza futura e immateriale, ma pratica, quotidiana, quella che viene da un esperimento riuscito, una scommessa nata dieci anni fa da un gruppo di genitori decisi a creare un posto dove i loro ragazzi affetti da sindrome di Down potessero crescere professionalmente, integrarsi lavorativamente e conquistarsi un futuro, con serietà, simpatia e convinzione. Ecco la Locanda dei Girasoli, tre ampie sale che totalizzano 130 posti, più uno spazio all’esterno che con la bella stagione ne aggiunge altri 70, un efficiente forno a legna e, tra gli altri, quattro camerieri ‘speciali’, Claudio, Valerio, Emanuela e Viviana, soci-lavoratori della cooperativa sociale (dieci soci in tutto) che gestisce il locale.

 

Specialità regionali

Nel menù si spazia dalle pizze, sia classiche che creative, alle specialità sarde, fino ai tradizionali piatti della cucina laziale, siciliana e toscana, equamente divisi tra primi e secondi. A cominciare dalle panelle di farina di ceci, le polpette di melanzane e i fiori di zucca fritti, dalle tagliatelle al ragù di chianina al filetto, fino agli arrosticini di pecora. Piatti gustosi per un ristorante che ha una marcia in più: non si tratta solo di un esercizio commerciale che risponde a logiche di business, come spiega Antonio Anzidei, che dal 2005 presiede la cooperativa, ma un’esperienza che permette ai quattro ragazzi con sindrome di Down di integrarsi, con il lavoro e con il territorio. Una realtà felice che tuttavia non li mette al riparo dalla difficile congiuntura economica: come tutti i ristoranti, anche i Girasoli negli ultimi tempi ha sofferto gli effetti della crisi, con il risultato che la cooperativa è stata costretta a lanciare un appello. Una richiesta di aiuto che, fortunatamente, non è caduta nel vuoto, come dimostrano le sale piene, tutte le sere, da metà novembre a oggi.

 

 

Intensità anche di sapori

 

Pizza ma non solo: ai Girasoli la cucina spazia tra vari generi, frutto del mix ‘culturale’ degli chef. Si va dalle pizze classiche – come la marinara a 4,50 euro – a quelle piu’ estrose, con la ‘Girasole’, ovviamente a fare da regina con mozzarella, fiori di zucca e funghi porcini (9,50 euro). Ottimi gli antipasti con panelle di ceci e polpette di melanzane, rispettivamente 3 e 3,50 euro, seguiti da primi ‘laziali’ o ‘toscani’ come le tagliatelle al ragù di chianina (10 euro). Abruzzesi invece gli arrosticini di pecora (3,5 euro) ma c’e’ anche il filetto, cotto alla piastra, al pepe verde, al Cognac o con i funghi (8 euro all’etto). I dolci sono fatti in casa, a cominciare dalle mousse al cioccolato, sia bianco che nero, e il tiramisù, entrambi proposti a 5 euro.

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