Semplicità e innovazione

Mics, Milano (1)

 

Mics, un’insegna che è un gioco di parole, proprio come il “mix” d’ingredienti, idee e persone che hanno dato vita a questo progetto operativo da alcuni mesi. Intanto la location: milanese ma con background romano, dall’incontro di ristoratori e imprenditori delle due città. E poi la formula di Mics, che parte da una base pizza e ne rielabora lo spirito in composizioni originali e stuzzicanti. L’impasto della pizza romana tradizionale, utilizzando pochissimo lievito e nessun grasso animale, realizza una pasta sottile e croccante, leggera e digeribile, con cui sbizzarrirsi con forme, dimensioni e farciture. Così la clientela di questo locale di zona Porta Garibaldi-Corso Como può degustare i Mics-brevetti come gli “Strufolini” salati e dolci, i “Canottini” e le “Chicche”, fantasiose variazioni sul tema della pizza, o accostarsi a rivisitazioni di classici come tortini, crostini, flan, caramelle e patate al cartoccio, che non utilizzano la base della pizza. Specialità elaborate con ingredienti tradizionali della cucina romana (fiori di zucca, alici, guanciale, cicoria, broccoletti, pecorino, ciauscolo e molti altri), mescolati in nuove composizioni, originali ed equilibrate.

 

 

Contrasti da vivere

 

Ad alzare lo sguardo dal piatto, il Mics prosegue nell’ambiente, giocato su contrasti e inconsueti accostamenti di materiali, con progettazione firmata Costa Group (Paolo Torpia). Dalla grande vetrata industriale su Via Pietro Maroncelli, il colpo d’occhio è per il bancone: importante e impreziosito da fregi e arabeschi. Proprio come i banconi di una volta. I muri sono scrostati, la grafica è tamponata sui mattoni a vista, le tubature d’acciaio attraversano le volte di tutto il locale. Le sedute sono la massima espressione della libertà di contaminazione: ci sono le vecchie poltrone da cinema, con tappezzeria vintage, poi quelle da bistrot, gli sgabelli da birreria. Qualche sedia è finita addirittura appesa al muro per lo schienale trasformandosi in un porta lampada. Perché l’idea da cui nasce questo progetto è estrosa come il suo menù (scontrino medio intorno ai 20 euro, bevande escluse), inaspettata come le sue ricette e sorprendente come le scelte d’arredo che la caratterizzano. Una proposta mai scontata, se è vero che “le meraviglie nascono senza seminarle”, come recita una citazione su un muro di mattoni del locale.

 

 

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