Tradizione di tendenza

figlia pres

Vivace imprenditrice dell’arte bianca, Maria Cacialli è figlia d’arte: suo padre, Ernesto Cacialli, è stato infatti un grande interprete della pizza napoletana, divenuto famoso anche per aver invitato nel 1994 Bill Clinton nella sua pizzeria Il Presidente per offrirgli un “pezzo di Napoli”. Una dinasty che conserva e rilancia la tradizione. Affiancata dal marito, Felice Messina, e dal figlio Armando, Maria gestisce dal 2010 La Figlia del Presidente, un tempio della pizza nel centro storico di Napoli (via del Grande Archivio), capace di ospitare oltre 150 clienti. Qui la pizza fritta è un must per chi adora la ricotta campana (metà panna e metà latte), i ciccioli di maiale, la provola affumicata fresca con una spolverata finale di pepe nero. Una prelibatezza partenopea, realizzata con un impasto molto leggero e sottile, a lunga maturazione. Stessa cura nelle pizze cotte in forno a legna, dove spiccano abbinamenti ricercati, prodotti d’eccellenza e un’ottima dose di creatività.

Il cornicione

Il segreto di una vera pizza napoletana per Maria sta nel cornicione: “Non deve essere troppo alto, né farcito, perché darebbe l’idea del pane inzuppato di pomodoro: gommoso, pieno di mollica, quindi poco digeribile. Solo una giusta via di mezzo può donare la perfetta sofficità e digeribilità del prodotto”. Tra le pizze in menù, regina incontrastata della casa è la Grande Sud, farcita con pomodori secchi della Basilicata, ‘nduja calabrese, mozzarella di bufala campana Dop e olio extravergine d’oliva di Puglia. La Figlia del Presidente è un marchio di successo costruito con tenacia dalla famiglia Cacialli – Messina. Un’insegna sbarcata nel settembre 2015 e lo scorso marzo in Corea del Sud. Sono solo le prime mosse di un progetto di espansione davvero importante

La colorata PizzaFood

Pomodoro giallo del Vesuvio, salame napoletano, mozzarella di bufala campana Dop, olive nere di Gaeta: si chiama PizzaFood ed è l’ultima succulenta creazione della vulcanica Maria Cacialli, dedicata a tutti i lettori della rivista. A colpire sono i colori della pizza: “L’ho voluta colorata e allegra proprio come la rivista a cui dedico questa pizza – spiega Maria –. Il retrogusto è un po’ asprigno, dato dal sapore del pomodoro giallo, per richiamare il carattere dolce ma a volte anche pungente delle donne. Da oggi è sul menù”.

 

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