Una città in pizzeria

Pizza Village

Antimo Caputo, amministratore delegato dell’omonimo molino partenopeo, l’ha definita “la più grande pizzeria del mondo”. E come dargli torto? Sul lungomare Caracciolo, dal 2 al 7 settembre, è andata in scena la IV edizione di Napoli Pizza Village, che davvero può essere considerata la più grande pizzeria del mondo. Un evento che ha fatto registrare numeri da record e un successo invidiabile nonostante il tempo non sia stato clemente. Riassumendo: 50 stand delle più rinomate pizzerie campane con altrettanti forni a legna distese su 1.200 metri di lunghezza di lungomare e 30 mila metri quadrati di superficie occupati, 500 mila le presenze nei 6 giorni della manifestazione con oltre 100 mila pizze sfornate. Perentorio ed esultante il commento di Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e organizzatore dell’evento: “Obbiettivo centrato!”. Numeri che hanno quale contraltare consumi con cifre impressionanti: oltre 84 quintali di farina (la “doppio zero” dello sponsor Molino Caputo), 77 quintali di pomodori (del brand Ciao della Compagnia Mercantile d’Oltremare), 100 quintali di mozzarella dell’azienda Orchidea, 980 litri di olio di oliva del marchio beneventano Olio Basso, 13mila litri di birra Nastro Azzurro, 45mila litri di Pepsi, 20mila bottigliette di acqua Lete e 55mila caffè Kenon. Strabiliante, ma nell’ordine delle cose se si pensa che questa mega kermesse ha impegnato 650 tra pizzaiuoli e camerieri, 25 informatori per la raccolta differenziata, 30 operatori ecologici, 34 vigili urbani e 6 macchine di pattugliamento oltre a 150 addetti destinati ad accoglienza, servizio stewart e sicurezza.

 

Menù, giochi, didattica

Alla IV edizione del Napoli Pizza Village inoltre l’ingresso (orario 18-24) è stato gratiuito. Gli spettacoli sono cominciati alle 21 accompagnati da Kiss Kiss, radio ufficale dell’evento. Presso le 24 casse disponibili, al costo di 12 euro, è stato possibile acquistare un menù completo che ha previsto pizza, bevanda, gelato o dolce e caffè. E accanto alle pizzerie uno spazio giochi per i bambini e, curiosa novità, una zona sponsorizzata da Rossopomodoro dedicata a lezioni aperte al pubblico con uno staff di 12 grandi Maestri Pizzaiuoli (Gennaro Cervone, Davide Civitiello, Salvatore Urzitelli, Adolfo Marletta, Gino Sorbillo, Raffaele Giustiniani, Enzo Coccia, Enzo Piccirillo, Teresa Iorio, Giovanni Magno, Salvatore Cuomo e Pasquale Makishima). 12 Maestri, due per ogni giorno della manifestazione, con la quota di partecipazione a offerta libera (ma con un minimo di 10 euro per persona) devoluta in beneficenza a Un Cuore Per Amico Onlus. Insomma un Napoli Pizza Village da mettere tra gli allori. “A giudicare dal successo dell’evento – ha detto Luigi De Magistris, sindaco di Napoli – la pizza dimostra ancora una volta di essere una vera eccellenza della nostra terra, sulla quale continuare a puntare e investire”. E un alimento adorato dai napoletani che, ombrelli aperti, l’hanno apprezzato in migliaia anche sotto la pioggia. Perché qui la pizza è quasi come un figlio. O’ piezz’e core.

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