Occhio al ladro!

ladroni

La disgraziata categoria dei “furbetti” non va mai in pensione, soprattutto quando tira aria di crisi. Così le tecniche storiche e la fantasia moderna si fondono per dar vita alla truffa sempre in agguato: scappare a gambe levate senza pagare il conto. Abbiamo analizzato alcune performance di reato per comunicarvele a mo’ di antidoto.

Londra, novembre 2010: una giovane coppia si presenta in un noto e raffinato ristorante della città, dopo aver prenotato un tavolo per due. Sono eleganti, cortesi, apparentemente innamorati, assaporano con gusto antipasti, primi e secondi piatti, accompagnandoli con due bottiglie di ottimo Champagne. A metà del dolce decidono di andare a fumare una sigaretta fuori dal locale, il cameriere porge loro i cappotti e i nostri si dileguano senza fretta nel traffico londinese. Ultima beffa: la prenotazione è stata fatta a nome Lupin… È il colpo perfetto, e pare non sia stato l’unico. Un racconto di fantasia?  No, è la nuda realtà. Ancor oggi i “furbetti” che tentano di non pagare o comunque di truffare e raggirare i ristoratori ci sono, eccome. E non è certo una razza in via d’estinzione. Certo, con il diffondersi sempre più capillare dell’utilizzo di carte di credito e bancomat, con le telecamere di sicurezza, una maggiore attenzione degli esercenti e il passaparola nei confronti dei disonesti e delle loro astuzie, è diventato per loro tutto più difficile, ma la fantasia non conosce limiti e, comunque, certe tecniche antiche ma collaudate sembrano funzionare ancora. Abbiamo quindi voluto chiedere agli addetti ai lavori che cosa ne pensano e quali sono le amare esperienze alle quali, eventualmente, sono andati incontro. Parlarne aiuta a prevenire.

Prevedere le mosse
“Dopo qualche brutta sorpresa sono diventato più attento – esordisce Franesco Cappello della Pizzeria Da Ciro di Torino (www.daciro.it) – perché i trucchi sono davvero differenti e fantasiosi. C’è chi, con la scusa di spostare la macchina, non si fa più vedere e chi, dopo aver fumato una sigaretta, sparisce nel nulla; insomma i furbi ci sono sempre e i loro comportamenti vanno, nei limiti del possibile, previsti e anticipati. Ora chiedo ai miei collaboratori un occhio vigile ma discreto nei confronti dei clienti non conosciuti o che hanno un comportamento un po’ sospetto”. Le fregature, però, possono essere di ben altro tipo. Ne sa qualcosa Pietro Longo, patron del ristorante Ambasciata del Mare di Catania (www.ambasciatadelmare.it): “Non abbiamo mai controllato le banconote di un taglio inferiore ai 100 euro e abbiamo sbagliato, perché qualche falso ce lo siamo trovati in cassa – segnala Longo –. Ora controlliamo tutto, attraverso le classiche e affidabili macchinette. Facciamo anche molta attenzione, nei giorni di grande lavoro, ai clienti occasionali: alcuni sono spariti nel nulla lasciando sul tavolo un paio di banconote, lasciando intendere che sotto di esse ce ne fossero altre a completare il pagamento. In alcuni casi, non c’era nulla sotto; quando il cameriere è passato per ritirare il dovuto era troppo tardi per rintracciarli”.

Le telecamere vigilano
La differenza, però, in questo genere di avventure, sembra farla la posizione del locale e il tipo di clientela. “A noi non è mai capitato nulla del genere – racconta Ada Sciaccaluga della Trattoria detta del Bruxaboschi di Genova (www.bruxaboschi.com) – e credo che la nostra fortuna sia quella di non essere in una via di grande passaggio. Chi viene da noi ci ha cercato per la nostra cucina o è un nostro cliente affezionato con il quale ormai si è creato un rapporto confidenziale”. Un’ulteriore conferma viene da Marcello Valente del Ristorante Villa Camillo della Monica di Lecce (www.villadellamonica.it): “A parte il fatto che ho ben pochi ospiti occasionali – confida Valente – cerco sempre di tenere d’occhio il mio locale,  che è molto grande. Come eventuale deterrente, avendo molte sale, ho deciso di installare delle telecamere a circuito chiuso, che ho voluto mettere in posizioni ben evidenti, sotto gli occhi di tutti. Sarò stato fortunato, ma in tanti anni di attività non ho mai avuto fregature, a parte una famiglia che ha tentato, senza riuscirvi, di uscire senza pagare e una distinta signora che sosteneva di non aver mai ricevuto il resto. In quel caso la registrazione delle telecamere ha evitato fastidiosi litigi e polemiche”. Quindi, paese che vai fregatura che trovi? Non proprio, anzi, sembrerebbe di capire che noi italiani, almeno in questo, siamo più furbi degli inglesi…

Il gergo delle astuzie.

Hanno un nome in codice, che caratterizza il tipo di trucco usato dai clienti che non hanno nessuna voglia di saldare il conto. “Vento” identifica coloro che scelgono un tavolo vicino all’uscita del locale per dileguarsi a tutta velocità al momento del caffè; oppure si riferisce a chi vuole a tutti i costi mangiare all’aperto anche quando fa freschino: “Sa, c’è più aria…”. La stessa aria che li fa volare lontano dal tavolo come proiettili. Per “Doppio”, invece, si intende il trucco della coppia che mangia in un ristorante sprovvisto di un sistema di pagamento elettronico (carta di credito o bancomat). Al momento del conto uno dei due esce con la scusa di cercare uno sportello per prelevare i contanti e l’altro, dopo una lunga attesa, decide di andare a cercarlo “Vado a vedere se gli è successo qualcosa”. Secondo voi come va a finire? Quella denominata “Ospite” è invece la tecnica più scaltra. Un cliente pranza da solo e prima del dessert riceve una telefonata di un amico che si trova nei paraggi. Ad alta voce, in modo che il cameriere possa sentire, lo invita a raggiungerlo per pranzare insieme. Successivamente un’altra telefonata annuncia la difficoltà del complice nel trovare il locale. E il gioco è fatto: basta uscire dal ristorante con la scusa di andare incontro all’amico che si è perso… per non farvi più ritorno.

Trucchetti da conoscere

Contro truffe, truffatori e furbetti vari tutto non si può, ma qualcosa comunque si può fare per rendere loro la vita più difficile. Esaminiamo alcuni stratagemmi. Se potete, dedicate ai fumatori una sala lontana dall’uscita del vostro locale: disincentiva la fuga. È bene inoltre evitare di accettare assegni, a meno naturalmente che non si tratti di clienti affezionati; contro un assegno a vuoto non si può fare nulla. Bisogna anche diffidare di chi, in pieno inverno, indossa un’impermeabile leggero o sdrucito: non avrebbe nessun problema a lasciarlo definitivamente appoggiato sulla sedia, come eventuale garanzia del suo ritorno dopo la sigaretta fumata fuori dal locale… Lo stesso vale per chi, nella stagione fredda, non si toglie il giaccone o il cappotto mentre mangia. Non è certo un problema di temperatura corporea il suo, è che probabilmente avrà molta fretta quando sceglierà il momento per lui più opportuno. Se invece sul tavolo, all’atto dell’uscita per fumare una sigaretta, rimane il telefono cellulare (magari di ultima generazione), è molto probabile che il cliente ritornerà. Non si è mai visto qualcuno che si separa dal proprio telefonino, vera e propria amante dei giorni nostri, per non pagare… Ultima idea: avete mai pensato, se non volete spendere soldi per un impianto di telecamere a circuito chiuso, a quelle finte? Se ne trovano con facilità e sono assolutamente uguali a quelle vere. Ingannerebbero anche il più smaliziato dei ladri.

 

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