La palazzina del bio

officina

Un’intera palazzina liberty di 451 metri quadrati, da terra a cielo, svettante a Borgo Angelico, a due passi dal Vaticano ma anni luce da quel turismo di massa, affrettato e impreparato, che i proprietari vogliono tenere fuori, per privilegiare invece l’incontro, le materie prime e soprattutto il rapporto di fiducia con chi varca la loro porta. È un manifesto in piena regola quello che Claudio Pappalardo sciorina tutto di un fiato, mentre mostra la ‘sua’ creatura, realizzata insieme ai due amici Fabio D’Ambrosio e Giacinto Palmarini, immaginata fin dal più piccolo particolare, studiata e poi tirata su pezzo per pezzo, con una cura maniacale per arredi e strumentazioni, in buona parte disegnate, progettate e realizzate da loro. Aperto nell’inverno del 2013, lo spazio nasce come ‘costola’ del primo laboratorio dell’Officina Biologica e diventa poi autonomo quando quel primo esperimento, 60 mq in pieno Borgo Pio, viene chiuso. L’idea era di ritornare a incontrarsi nella strada, di creare un luogo che fosse dedicato al cibo ma anche al ritrovo e allo scambio. Con pizzeria e ristorante, dal piano terra passando per primo e secondo piano, fino alla terrazza che d’estate si apre come ulteriore luogo di aggregazione. Tutto rigorosamente all’insegna del biologico, prodotti di altissima qualità per la stragrande maggioranza provenienti da piccole realtà del territorio laziale.

 

Vini naturali

“È una rete creata negli anni”, conferma Claudio, sottolineando la cura nello scegliere e l’attenzione per la provenienza. Una scelta ben precisa che si traduce in un menù che varia quasi quotidianamente. “Qui si mangia quello che c’è”, ribadisce. Stessa ‘politica’ per il bere, con una lista fatta solo di vini naturali di piccoli produttori e birre artigianali, che variano spesso. Missione rigorosa, basata prima di tutto sulla correttezza. “Perché il cibo si può facilmente contraffare – sottolinea Claudio – e l’unico antidoto è stabilire un rapporto di fiducia con il cliente. “Abbiamo coniugato estetica e contenuto celebrando Borgo Angelico, la sua tranquillità, la sua normalità”. Da qualche settimana, l’Officina Biolgica aperto anche a pranzo, con una turnazione tra ristorante e pizzeria. Quest’ultima è uno dei suoi fiori all’occhiello, grazie a farine bio naturali del Molino del Cantaro di Rieti che utilizza ancora un vecchio mulino in pietra e azionato ad acqua risalente all’XI secolo, con un lievito madre creato appositamente per loro e prodotti naturali di eccellenza. Molto apprezzate la Marinara con alici fresche (12,00 euro), la Romana con prosciutto crudo di Bassiano e fior di latte (14,00) e la pitta con patate, polvere di peperone macinato e velo di lardo (12,00 euro).

 

Tradizione creativa

Piatti della tradizione con un tocco di creatività: ci sono i taglieri con pregiate specialità del territorio (15 euro) ma anche il polpo su vellutata di patate (13,00), le classiche amatriciana e carbonara (13,00), mentre la cacio e pepe si presenta sotto forma di ravioli (14,00). Tra i secondi, filetto di manzo o di maiale, tonno in crosta di semi di papavero e il pescato del giorno (18-20 euro). Per concludere, niente di meglio del tiramisu’ fatto in casa con mascarpone di Michele Schiavone (6,00 euro).

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