Trattoria per eccellenza

osteria castello

E’ una storia di passione, che unisce l’amore per la buona cucina e le sue tradizioni, il bello, e una buona dose di attaccamento a uno splendido paese di origini medievali. Siamo poco fuori Milano, sulle rive dell’Adda, precisamente a Corneliano Bertario, dove il tempo sembra quasi essersi fermato. La piazza principale cela un vero e proprio tesoro, l’Osteria del Castello (www.osteria del castello.it). “Un giorno, e più precisamente nel 1997, siamo arrivati quasi per caso in questo posto – ci racconta Gisella Monti, proprietaria insieme al marito Paolo Scaglione del ristorante – ed è stato il colpo di fulmine”. Ecco quindi che i coniugi Scaglione rilevano quella che in origine era una trattoria di campagna e, piano piano, realizzano il loro sogno. La ristrutturano interamente e ne fanno, per usare le parole della padrona di casa “un posto dove mangiare genuinamente come facevano le nostre nonne”.

 

Un mondo a parte

E’ un vero e proprio mondo, un susseguirsi di stanze, cortili, angoli segreti, quello dell’Osteria del Castello (120 coperti in inverno, 170 in estate). Ogni ambiente racconta una sua storia, fatta di secoli (l’edificio risale alla fine del 1300) e di passione per l’arte “povera” dei proprietari. Alle pareti quadri, piccoli oggetti, curiosità, vecchi utensili della tradizione contadina… “In primavera, poi – prosegue Gisella – l’imponente fioritura del vecchio glicine che copre quasi interamente il cortile enfatizza ancora di più la bellezza del luogo, mentre in inverno i clienti si possono rilassare nella bella sala del camino, fumando un sigaro e degustando un rum o un single malt di categoria superiore”. In autunno questa caratteristica sala diventa la regina del locale: qui infatti si celebra la festa del vino novello, ovviamente accompagnato da castagne cotte direttamente sul fuoco… E la cucina cosa propone?

 

Cinghiale e bagnacaoda

Ricette strettamente legate alla tradizione, quelle di Gisella Monti e Paolo Scaglione, in particolare quella maremmana e piemontese, ma non solo. Qui spopola il tipico. Quindi, largo al cinghiale in dolceforte (“è la vera e propria star in cucina, cucinato con uvette, pinoli e cioccolato”, aggiunge la proprietaria), primi e secondi a base di funghi, la celebre “cassoela”, i pizzoccheri, la bagnacaoda con i cardi gobbi di Nizza Monferrato, gli agnolotti conditi con il sugo dello stracotto al Barolo, la mousse di cioccolato con peperoncino piccante e cannella; e in gennaio i carciofi di Gerda la fanno da padrone, in mille ricette diverse. Difficile comunque superare i 50 euro per una cena completa e sopraffina. I segreti della cucina dell’Osteria del Castello? Sono diversi: genuinità, amore per il proprio lavoro e per le tradizioni. Eccola, la ricetta vincente, un mix che funziona. E i clienti apprezzano.

 

Arte e tavola

L’Osteria del Castello va oltre il concetto del semplice ristorante, dove si può solo e unicamente mangiare. Ecco che quindi al suo interno il locale ospita una posteria per la vendita di salami, cotechini, vini e grappe, mentre nella sua caratteristica soffitta è possibile acquistare oggetti antichi provenienti dai mercatini che i proprietari hanno visitato nel corso degli anni, così come la grande stalla ospita spesso mostre d’arte.

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