Il ritorno della pagnottella

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In principio fu l’Artusi, che lodava le grandi città dove il bravo cuoco può rifornirsi anche delle “più piccole cose”, come le “pagnottelle della grandezza di una mela comune per farle ripiene, con un battuto di carne”.  Oggi, a distanza di oltre un secolo, a riproporre le pagnottelle in questione (“in versione rivisitata,  magari anche negata”, sottolinea ridendo) ci pensa Laura Daniele, che due anni e mezzo fa ha rilevato un bar storico di fronte alla chiesa di San Giovanni a Roma per trasformarlo in un bistrot, ‘Conter’, sottotitolo ‘Pagnottelle e Vino’. “Si tratta di un’intuizione di Guido Conter – precisa – è lui che ha voluto cimentarsi in questa sfida imprenditoriale nel mondo della ristorazione, dando però completamente a me la gestione del locale“. Qui si sta aperti dalla mattina alle 7 fino alle sera a mezzanotte, passando per colazione e pranzo fino all’aperitivo, cena e bicchiere della staffa. Pezzo forte del menù sono le pagnottelle ripiene (6 euro).

 

Diverse specialità

“Ci siamo rivolti a un panettiere con il quale abbiamo messo a punto la formula – spiega Daniela -. La pagnottella è fatta con farina di kamut e ricoperta di semi di sesamo”. Il suddetto panino viene scoperchiato e riempito con diverse specialità: dai tradizionali must come porcini, patate e taleggio, vegetariana o zucca e gorgonzola, fino a quella con ragù bianco o la new entry della settimana, tacchino in salsa di arance. E in occasioni speciali, la versione mignon accoglie anche accostamenti diversi come prosciutto, miele e noci o zucca e broccoli. Ma la scelta non si ferma a questo, c’e’ un piccolo ma accurato menù che prevede primi, secondi e insalate (tutti tra 8-9 euro), oltre a un paio di torte e crostate che variano quasi quotidianamente. “Merito di Valeria, che dal suo agriturismo in Abruzzo, d’inverno scende a darci una mano, creando, sperimentando, abbinamenti sempre nuovi”. Piccolo ma molto accogliente, zeppo di stampe, quadri, poster e vecchie insegne alle pareti, insieme a bottiglie, scatole di latta e di biscotti, tutto concorre a creare una piacevolissima atmosfera, colorata ma soffusa, in cui magari “ti fermi e ti isoli per tutto il pomeriggio – conferma Laura – grazie anche al wi-fi”. Ma la verità è che qui passa di tutto, continua, “dagli autisti degli autobus e gli infermieri che lavorano nel vicino ospedale per il caffè mattutino, ai turisti che dopo un tour de force a gironzolare nei dintorni hanno bisogno di allungare i piedi mangiando qualcosa di buono e genuino, agli avventori dell’aperitivo, fino a quelli che si fermano fino alla chiusura, raggiunti dagli amici con il passaparola”.

Il menù dei monologhi

Oltre alle pagnottelle e accanto all’accurata scelta di bottiglie di vino e birre artigianali, da Conter c’e’ spazio anche per l’arte…declamata. E’ l’idea alla base dei “menù dei monologhi”, con Mario Lucarelli, attore di teatro, che ha deciso di mettere a disposizione degli avventori il suo repertorio. Per 3 euro si può scegliere da un menù ad hoc: si va da Shakespeare con Otello e Macbeth, ma anche Caligola di Camus fino a Novecento di Baricco.

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