Pescato per tutti

pisco

 

Milano, da pochi mesi ha aperto vicino all’Arco della Pace, “Pisco, cucina di mare”, un nuovo ristorante, intimo ed accogliente, che vuole andare incontro alle esigenze di chi ama mangiare senza troppi formalismi ma desidera assaggiare una cucina di pesce di alto livello. Nel menù infatti si trovano i piatti della tradizione di mare: spaghetti con vongole e bottarga, tagliolini all’uovo con i ricci, risotto ai frutti di mare, astice alla catalana, tagliata di tonno. Per la clientela che desidera assaggiare di tutto un po’, si può scegliere tra gli antipasti la ‘frustrazione dello chef’: diverse monoporzioni servite in ciotole di ghisa o piatti dalle forme bizzarre con pesce crudo, cotto e sott’olio. E per chiudere in bellezza, sulla grande lavagna a parete in fondo alla sala si trovano elencati i dolci del giorno. Lo scontrino medio, bevande escluse è di circa 40 euro.L’atmosfera del Pisco, come accennato, è davvero calda e informale. I tavoli del locale (una settantina di coperti in tutto) sono completati da sedie di diversa fattura e illuminati da originali lampade sospese, autentiche nasse utilizzate nella pesca delle aragoste, alle pareti si trovano centinaia di foto di mare e numerose bottiglie di vino. Ogni elemento dell’arredo è stato recuperato da luoghi diversi e insoliti, con la cura necessaria a rendere questo ristorante davvero unico. Appena varcata la soglia sulla sinistra domina un antico bancone, poco più avanti una grande vetrata ‘nasconde’ la cucina a vista di fronte a una grande vasca di pietra (originale fine ottocento, come il grande lavandino del bagno) che ospita il pesce crudo adagiato sul ghiaccio.

 

 

 

Mangiare in libertà

 

Sopra ogni tovaglia una pratica copertura di carta permette ai clienti di mangiare in libertà senza doversi porre il problema di macchiare. Mentre si sceglie dal menù, inoltre, sul tavolo viene portata una ciambella di pane rustico da accompagnare a un tris di salsine (crèmefraîche, crema di salmone e acciughe sott’olio con capperi) e per ingannare l’attesa dopo il primo (e con l’intento di ridare alla bocca la giusta acidità) viene servita una forma scavata di pecorino (da gustare con confettura di cipolle). Tra le particolarità del locale, da segnalare che il caffè viene servito in tavola con una grande moka (a richiesta è possibile avere un espresso) e di seguito vengono serviti dolcetti, frutta candita con cioccolato e un tris di alcolici. È possibile ordinare anche un bicchiere di pisco, un’acquavite dal gusto molto ricercato e intenso, bevanda nazionale sia in Perù che in Cile (Pisco è anche il nome di una città peruviana, ndr), che va sorseggiata e trattenuta in bocca qualche secondo in modo da apprezzarne il bouquet.

 

 

 

 

 

Una coppia navigata

 

Pisco è la nuova avventura di Fabio Acampora e Sebastian Bernardez, che hanno all’attivo la creazione e gestione di molti locali milanesi di successo e un ristorante argentino, El Porteño, considerato uno dei migliori della città. “Dopo anni di esperienza nella movida e nel settore della ristorazione con il successo della carne argentina a El Porteño – racconta Fabio Acampora –  ci siamo lasciati tentare da una nuova sfida: portare il mare a Milano in un ambiente non troppo formale, ma di grande suggestione, offrendo alla nostra clientela pesce di prima qualità cucinato da mani esperte”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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