Pizza: capolavoro universale

atellani

Graziano Bertuzzo, Giulio Bressan, Stefano Callegari, Pasquale Cozzolino, Domenico Crolla, Johnny Di Francesco, Gaetano Esposito, Giorgio Sabbatini, Gino Sorbillo, Guglielmo Vuolo. Questi i nomi dei dieci pizzaioli, sette italiani e tre venuti da lontano (New York/Usa, Victoria/Australia, Glasgow/Scozia), che hanno dato vita al super evento “La Pizza, Capolavoro Universale“. Maestri di alta caratura come come la giornata che Confagricoltura, in collaborazione con Agugiaro&Figna Molini con il brand di farine specializzate per pizzeria Le 5 Stagioni, Cirio, Azienda Colavita e Granarolo, ha organizzato a inizio settembre nell’ambito delle iniziative connesse Expo 2015. Unica anche la location la Casa degli Atellani, a Milano, dove è stata riportata in vita la vigna appartenuta a Leonardo da Vinci, che qui dimorò.

Il processo di lavorazione

Al centro dell’evento le materie prime – e le aziende di riferimento – che rendono la pizza davvero il capolavoro gastronomico più conosciuto in tutto il pianeta: grano/farina, pomodoro, olio extravergine d’oliva e mozzarella. La giornata, riservata a operatori professionali, buyer e alla stampa, ha previsto momenti di approfondimento sulle diverse filiere che compongono questo prodotto, con brevi presentazioni e materiali di comunicazione per far conoscere e valorizzare gli ingredienti essenziali della pizza made in Italy, realizzata con prodotti rigorosamente italiani. Presentando Agugiaro&Figna Molini, il presidente Giorgio Agugiaro ha ricordato che l’azienda, in tre stabilimenti, lavora 270 mila tonnellate di grano tenero all’anno e ha voluto sottolineare l’importanza del processo di lavorazione per ottenere una farina di eccellenza. E dopo le presentazioni i maestri pizzaioli hanno dato vita a un apprezzato e affollato pizza show nel giardino degli Atellani. Il forno (Valoriani) e il laboratorio erano adiacenti la vigna di Leonardo. Di contorno, le gigantografie tratte dal libro fotografico di Oliviero Toscani “Tu vuò fa’ il Napoletano…”. Come a dire, il made in Italy è sopra tutto.

 

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