Quando si dice pizza

pizza-classica-with-prosciuto

Dietro la nostra amata pizza si schiude un mondo. Un universo di simboli, di fantasie e di idee creative che spesso trovano attuazione nella realtà. La pizza è vita quotidiana per tutti. Se ne è accorto anche l’astronauta italiano Paolo Nespoli che, costretto da un esperimento a una dieta povera di sale, ha scherzato scrivendo dallo spazio: “Qualcuno potrebbe mandarmi su una pizza? Una semplice Margherita andrebbe benissimo”. E sempre giocando con l’ironia ha fatto sapere che gli è mancata più la pizza che la Terra. Chissà se appena atterrato ha azzannato la tanto agognata semplice Margherita o si è buttato sulla neonata Ruby, due mozzarelle di bufala su un ricco strato di pomodoro? La ricetta giudiziario-gastronomica, che ha riscosso notevole successo tra i consumatori, è stata creata da Ron Garofalo, titolato pizzaiolo di Palermo. Sulla stessa linea d’onda, ma oltre mille chilometri più a nord, Enzo Messina, che ad Aosta ha inaugurato la pizzeria Bunga Bunga. È la pizza che si adatta alla realtà o è la cronaca che entra in pizzeria? Fuori dal mondo, invece, la proposta della pizzeria Margo’s di Malta, dove il titolare Claude Camilleri con il pizzaiolo Giovanni Staiano ha messo a punto una pizza con tartufo bianco e foglie d’oro 24 carati, venduta al prezzo di 1.800 euro. Non c’è più un limite alla decenza. E mi riferisco sia a chi mette in pratica queste idee perverse sia a chi se le trangugia. “Non ho voluto creare questa pizza per un ritorno economico – ha voluto precisare Camilleri al quotidiano Times of Malta -. Anzi, intendo darne in beneficenza i ricavi. L’abbiamo pensata a puro scopo di immagine”. Speriamo che i ricavi siano destinati ad alleviare le sofferenze dei profughi di un continente in fiamme a poche miglia da La Valletta. Torniamo in Italia, che è meglio. Il Comune di Napoli si è schierato al fianco dei pizzaioli napoletani nel promuovere, presso il ministero delle Politiche Agricole, la candidatura dell’Arte della Pizza Napoletana a essere inserita nell’elenco del Patrimonio immateriale da salvare dell’Unesco. La pizza potrebbe così acquisire un carattere di sacralità se l’Unesco le riconoscerà il marchio identitario di “Bene dell’Umanità”.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register