Pizzeria a degustazione

la fucina

Un sogno in un cassetto, aprire una pizzeria. Ma non una pizzeria tradizionale, piuttosto un luogo dove “il disco di pizza fosse una ‘scusa’ sul quale usare la fantasia”. Parola di Edoardo Papa,  patron de La Fucina, la prima e unica pizzeria a degustazione della capitale. Aperto nella primavera del 2009, questo locale ha fatto dell’innovazione coniugata con una ricerca estrema delle materie prime il suo tratto distintivo. Una rivoluzione che coinvolge ogni singolo aspetto dell’esperienza gastronomica, a cominciare dal servizio. Scordatevi una carrellata di pizze tutte insieme, qui le pizze arrivano al tavolo una per volta, già tagliate a spicchi, in modo da dare la possibilità a tutti di assaggiare e condividere, seguendo un percorso degustativo attraverso 4/5 esempi di alta creatività.

 

Ingredienti di stagione

“Succede quasi regolarmente che ci sia qualcuno che solleva obiezioni – conferma Edoardo – e altrettanto regolarmente gli viene spiegato il perché di questa scelta e cadono le ritrosie”. E a guardare i tavoli pieni sembra una scommessa vinta, per una persona che viene da tutt’altro mondo e che a un certo punto ha voluto realizzare il suo “sogno nel cassetto”, accompagnato nell’impresa dalla moglie e dai figli. Il target, lo sottolinea lui stesso, “è completamente diverso dal solito, volevamo puntare a quello da ristorazione”, perché Edoardo ama da sempre “mangiare bene” e il suo desiderio era ed è “trasmettere questo piacere a chi si siede ai suoi tavoli”. Ecco quindi che sul disco di pizza – impasto a regola d’arte con farine biologiche macinate a pietra e pasta madre – si sbizzarrisce con abbinamenti sempre nuovi ma che seguono rigorosamente la stagionalità. E la fantasia non manca: il menù, o meglio, il percorso degustativo si snoda fra terra, mare, tradizione e le ‘loro’ classiche. La precisazione è necessaria perché chi si aspetta di trovarvi i capisaldi della tradizione pizzaiola italiana, rimarrà sorpreso di scoprire che proprio in questa sezione Edoardo ha dato sfogo a tutta la sua creatività.

 

La carta dei vini

“La Margherita c’è, non potevamo non metterla, è considerata la pizza per antonomasia; d’altra parte abbiamo voluto inserire nelle ‘nostre’ classiche quelle che per noi rappresentano la pizza, un modo per far vedere la differenza fra noi e il gli altri, una sfida, più che altro, una provocazione”, ammette divertito.  Non poteva mancare, insieme alla carta dei vini, una selezione di birre artigianali con le quali accompagnare la degustazione, una lista in continuo divenire per seguire gli abbinamenti stagionali.


Le creature

Un percorso degustativo in crescendo: terra, mare, tradizione e le ‘classiche’. Si va dalla Margherita (13 euro) alla Groppa di cinta senese artigianale e biologica, broccoletti siciliani e provola di bufala fresca e affumicata (20 euro) alla Carpaccio di pescespada con julienne di zucchine crude, pomodorini, olive di Taggia e scaglie di Reggiano riserva 28 mesi casello 293 (22 euro) fino alla ‘loro’ classica Mostarda di pere e mele bio con ricotta di pecora, mozzarella di bufala e Speck di Sauris (18 euro).

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register