Movida enogastronomica

porto fluv

Mettete insieme un ex capannone industriale di oltre 900 mq in un quartiere in piena esplosione enogastronomica (vedi alla voce Eataly), aggiungete un bancone lungo 13 metri, un salotto da vivere e riempire a piacimento, un forno a legna dal quale escono pizze sia basse che alte e avrete Porto Fluviale, il nuovo indirizzo della ristorazione romana che ha aperto i battenti pochi mesi fa. Uno spazio enorme che si sviluppa in lunghezza, suddiviso in diverse zone per tante offerte gastronomiche che tengono lo staff occupato dalle 10 del mattino fino a tarda notte. E i risultati si vedono: il locale è frequentato a tutte le ore, dal pranzo a buffet che sfama chi lavora in zona all’aperitivo che richiama a Ostiense una folla eterogenea, fino al bicchiere della staffa a tarda sera. Le idee originali ci sono, a cominciare dal ‘salotto’, un luogo da personalizzare a seconda dell’occasione, che sia una cena di lavoro o una festa di compleanno, che mette in gioco in prima persona i partecipanti, con tanto di banco cucina a disposizione per chi vuole osare e lasciare lo chef nelle retrovie. Seguendo il percorso s’incontra il banco, uno spazio a sé che attrae sia per la proposta alcolica – dal vino alle birre artigianali, come la FluviAle prodotta appositamente dal birrificio laziale Birra del Borgo, fino ai cocktail della casa – che per i cicchetti offerti, che con 1,5-3 euro permettono di degustare diverse specialità italiane, dalla mini panzanella alla caponata di verdure, dal crostino con fegatini al baccalà mantecato.

 

Il quarto di porzione

In carta ci sono anche classici primi e secondi, sia di carne che di pesce, con un occhio particolare ai vegetariani. Il tutto calibrato sullo spazio interno a disposizione di ogni cliente, con la possibilità di prendere anche la mezza porzione o addirittura il quartino. Non è da meno la proposta di pizzeria, con due forni a disposizione, per quelle basse alla romana o alte alla napoletana, tutte rigorosamente fatte con farine biologiche macinate a pietra e lievitazione di oltre 72 ore per l’impasto. Si può scegliere tra le classiche (napoletana, funghi, capricciosa, vegetariana, quattro formaggi o broccoli e salsiccia, tra i 6 e i 7,5 euro) o le moderne come pere e gorgonzola, ricotta e salmone, patate e carciofi, la Norma o l’Amalfi, senza tralasciare le focacce (come quella con burrata e culatello o prosciutto di Parma, rispettivamente a 11 e 9,5 euro) o le varianti ripiene (come il panuozzo o con la scarola, entrambe a 8 euro). Ma la vera novità sono le pizze ‘democratiche’: focaccia bianca, marinara e margherita a soli 4,5 euro (5,5 se alte).

 

Le strade del gusto

 

A conquistare gli avventori sono anche gli hamburger, dal semplice Maremmano (con 150 grammi di manzo maremmano, lattuga, pomodori e salse, ketchup e maionese rigorosamente fatte a mano) al misto Due Carni che vede insieme manzo e maiale con broccoletti e senape. Molto apprezzati anche il Provolone con spinaci e panna acida e la Carbonara con uovo, guanciale e pecorino (8-9 euro). Ottimi le polpette (al sugo, al formaggio, in bianco, di bollito e cruda, tra i 2 e i 2,50 euro) e il trittico di mini rosette ripiene con pastrami, polpetta al sugo o vegetariana.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register