Professione foodstylist
Articolo scritto da: Pizza & Food // 27 settembre 2011 // Articoli // Nessun Commento
Cucinare, assaporare, mangiare: con le mani, con la bocca e … con gli occhi. Perché, mai come oggi, bisogna essere, ma bisogna anche apparire. E il cibo, la cucina, non fanno eccezione, anch’essi vogliono più che mai essere ammirati e apprezzati alla vista, perché in cucina anche “l’occhio vuole la sua parte”. Per raggiungere questo obiettivo estetico, sta crescendo una nuova figura professionale: il foodstylist, colui che al piatto dà una nuova immagine, lo rende appunto appettibile allo sguardo della macchina fotografica o della telecamera. E tra i foodstylist emergenti c’è Roberta Deiana, giovane sarda residente a Milano, che per creatività, ironia, e abbinamento tra cucina e letteratura sta ottenendo consensi e successo. Spiega Roberta: “La mia definizione di foodstylist? Un truccatore del cibo, che ne esalta il colore, ne nasconde i piccoli difetti e fa emergere il lato migliore da mostrare all’obiettivo, proprio come si fa con le modelle”.
Cucina e passione
Laureata in lingue e letteratura straniera, spiritosa e spigliata, Roberta si è avvicinata allo styling del cibo con la naturalezza e la spontaneità di chi fa le cose con amore. “Cucinando per gli amici, mettevo sempre in primo piano l’aspetto e la presentazione dei piatti…”. Così è nata la foodstylist di cui vi raccontiamo, e che ha un’idea precisa della sua professione e del rapporto con la ristorazione. “Quando un piatto va in Tv o deve essere fotografato per un libro di ricette, deve essere elaborato nell’estetica per essere presentato nel migliore dei modi. Questa presentazione non è indispensabile al ristorante, dove è lo chef a presentare nella forma che ritiene più bella ed espressiva il piatto, e dove deve prevalere la forza del sapore rispetto a quella dell’estetica. Per questa ragione, è raro che un locale richieda la consulenza estetica qualificata di un foodstylist, anche se potrebbe essere positiva la presenza in cucina di un truccatore del cibo”. E la pizza? Con un ritocchino, magari s’invoglia il cliente… “Qualche idea la si può trovare…” Lo dice sorridendo e fa la misteriosa su come “truccherebbe” una pizza… Certo è che pensa al risultato finale. Ma con tipica sincerità sarda ammette: “Sebbene la fantasia potrebbe dare qualche ottimo risultato, la pizza deve la sua fama a caratteristiche specifiche che la contraddistinguono, che sono basilari e che non si possono cambiare”. Insomma, la pizza è bella e buona così com’è e “deve essere sempre riconoscibile”. Tuttavia un piccolo lifting…
La scrittrice
Non solo foodstylist e grande appassionata di cucina, Roberta Deiana è scrittrice di successo. In abito nero, simpatico cappellino anni ‘30 e raffinato chignon, ha presentato la sua ultima creazione su carta: “Invito a cena con aforisma”. Lo ha fatto nel contesto di Radio, location milanese curiosa sia nell’arredo sia nei contenuti, tanto da essere destinata con cadenza trimestrale a ospitare eventi culturali e musicali assai particolari, come un forno pubblico temporaneo, dove si può cuocere di tutto, dal pane alla pizza ad altro ancora.




