Arte, design e tradizione

assass

Nuovi colori, opere d’arte realizzate da Deda Barattini e dal writer Cano, insieme ai giochi di luce, attirano l’attenzione di chi entra nello storico ristorante L’Assassino che si trova a Milano dal 1952. Nasce anche il ‘Bistrot des artistes’, l’ala de L’Assassino che non dorme mai. Aperta dal mattino alla sera (con orario 10-23) e caratterizzata dal colore arancio, si propone con un servizio bar e piccola cucina: una buona alternativa per un incontro professionale, un aperitivo oppure un’occasione per lavorare in un luogo stimolante grazie alla rete Wi-Fi e comodo grazie ai grandi divani, degustando i vini delle prestigiose etichette proposte dalla cantina e piatti genuini. Il ristorante vero e proprio si divide in due sale caratterizzate da altrettanti colori che richiamano il Mediterraneo, filo conduttore anche del menù: il verde e il turchese. Oltre le finestre, coperte da tende leggere e chiare, si scorge la suggestiva corte del XVI secolo, dove durante la bella stagione è possibile soggiornare per un pasto o un aperitivo. Un dehors di grande prestigio.

Tre sale, tre colori

Sotto la supervisione e la direzione dell’esperto gastronomo Marc Farellacci, chef manager del ristorante, il menù offre una ricca scelta tra piatti di carne, pesce e verdure, secondo la tradizione mediterranea. Amante della ‘cucina del cuore’ Farellacci si è affidato a Fabrizio Giannattasio, giovane chef dal ricco percorso professionale che dirige e trasmette a una brigata affiatata la passione per una cucina che fa rima con freschezza, genuinità, stagionalità, cotture brevi e tecniche nuove oppure dimenticate: il giusto compromesso tra tradizione e creatività. In sala l’eccellenza del servizio è affidata alla cortesia e alla professionalità del direttore Massimo Garbelli e del suo team. Le tre sale sono state connotate da tre diversi colori: l’arancio (zona bistrot), il turchese e il verde acido. Le luci, led e fibre ottiche, sono state scelte appositamente per rientrare in un’esigenza di ecosostenibilità. Le forme luminose in cima alle volte, specificatamente disegnate per il locale, racchiudono una sofisticata tecnologia che può cambiare – a seconda delle esigenze – la potenza e i colori, con possibilità incredibili di mutazione.

Installazioni funzionali

All’entrata gli ospiti vengono accolti da un’opera a soffitto “Tappeto Volante”: una scultura di Deda Barattini in rete metallica installata e fibre ottiche in un intenso colore arancio, che con il suo andamento luminoso indica anche il magnifico chiostro del palazzo. A segnalare il “cuore” del ristorante, la cucina a vista dove Deda Barattini ha realizzato un’installazione “Barricata” in metacrilato e led. Si può mangiare addirittura sull’arte, sui tavoli arancio del bistrot con la ‘Serie dei 7 coltelli’: sette tavoli (opere uniche) realizzati dal writer Cano. La serata potrà iniziare o terminare nella sala “caviale  e champagne” dove sul frontale del bancone è stato collocato un dipinto di Cano che con la sua famosa gestualità e le sue tecniche miste interpreta il luogo. L’opera si intitola, infatti, “L’Assassino 2011” ed è racchiusa in una teca di cristallo.

 

La cucina dei fiori

Se l’dea di mangiare un’insalata fatta di fiori vi convince poco, provate a pensare a cosa sono in realtà i carciofi, oppure i cavolfiori… perché allora non aggiungere ai piatti qualche viola, una margherita oppure una rosa? Al ristorante L’Assassino di Milano non è raro trovarsi nel piatto i fiori di nasturzio, oppure una viola del pensiero tra le foglie di insalata. Nel menù del ristorante, interpretato dal giovane chef Fabrizio Giannattasio, dunque compaiono diverse proposte per chi vuole assaggiare i fiori. Si può partire dalla Salade Gourmande (un’insalata composta da spinacini novelli, punte di asparagi, fiori di nasturzio, viole del pensiero e condita con olio di nocciole da accompagnare al fois gras), proseguire con i fiori di zucca ripieni (di magro, con baccalà oppure con mousse di gamberi) cotti al vapore oppure in tempura, per arrivare al risotto capucine (leggermente giallo grazie allo zafferanno e alla curcuma, arricchito da un infuso di the verde e fiori, tra cui il nasturzio, le viole del pensiero e il pisello odoroso) o ancora il Fish and Flowers (tempura di crostacei, pesce e fiori edibili). I fiori da utilizzare in cucina non dovranno essere acquistati dal fiorista sotto casa, ma provenire da giardini o altri luoghi in cui non siano stati sottoposti ad alcun trattamento. Consiglia lo chef gastronomo Marc Farellacci: “L’ideale è chiedere al proprio ortolano di fiducia di procurarli, oppure coltivarli direttamente nel modo più naturale possibile, senza concimi o diserbanti”.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register