Michelin 2014: una via lattea!

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La 59ª edizione della Guida Michelin Italia 2014 fotografa una situazione positiva per il mondo della ristorazione gourmet: negli ultimi 5 anni la crescita del numero di ristoranti stellati è stata del 21%. Sono circa 400 le novità contenute in questa edizione che propone ai lettori oltre 6.500 esercizi distribuiti su più di 2.000 Comuni. La Lombardia conferma il suo primato per numero di stellati: 57 ristoranti (2 tre stelle, 6 due stelle, 49 una stella). Confermano le rispettive posizioni il Piemonte, seconda con 38 ristoranti (1 tre stelle, 5 due stelle, 32 una stella), e la Campania, al terzo posto con 33 ristoranti (5 due stelle, 28una stella).

 

 

Firmamenti regionali

 

Le regioni più dinamiche, con 5 novità, sono il Veneto, quinta nella classifica generale con 28 stellati (1 tre stelle, 4 due stelle 23 una stella), e il Trentino, quarta con 30 stellati (3 due stelle, 27 una stella), 20 dei quali nella provincia di Bolzano (3 due stelle e 17 una stella), che risulta essere la più stellata della Penisola. Roma consolida la sua posizione alle spalle di Bolzano con 18 ristoranti (1 tre stelle, 2 due stelle e 15 una stella), terza Napoli, con 17 esercizi (5 due stelle e 12 una stella), prima provincia per numero di due stelle. Le regioni con più ristoranti Bib Gourmand (si mangia bene, in un bell’ambiente a meno di 30-35 euro) sono: Veneto 36(4 novità), Emilia Romagna 35(6 novità), Toscana 33(2 novità), Lombardia 31(6 novità). Bolzano, con 13 ristoranti Bib Gourmand (4 novità), è al primo posto in Italia. Le regioni con più monetine sono: Lombardia 151, Emilia 113, Toscana 102, Veneto 88. La guida registra una crescita di ristoranti e alberghi che offrono un pasto semplice a meno di 25 euro, interessante iniziativa per rispondere alla crisi economica.

 

 

 

 

 

Ottimi risultati

 

“Il dato più interessante dell’edizione 2014 – sottolinea Sergio Lovrinovich, Caporedattore Guida Michelin Italia – è rappresentato dalle 329 stelle che ne fanno la seconda guida più stellata al mondo. Questo è certamente il dato più eclatante, ma anche una conferma della qualità dei nostri prodotti e dell’abilità dei nostri chef. Un segnale importante che emerge è il trend positivo di chef del Sud che, dopo esperienze importanti, ritornano nei loro paesi di origine per valorizzare territorio e cucina”. 

 

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