Made in Italy made in Germany

vapiano

Se non fosse per i nomi di alcune pizze, sembrerebbe di essere in Italia. Disegni del “belpaese” alle pareti, frasi celebri, profumi. Persino i centenari alberi d’ulivo all’ingresso, voluti dal celebre designer Matteo Thun, contribuiscono a creare un’atmosfera volutamente italiana basata sulle regine della nostra alimentazione: pizze e pasta. Perché Vapiano, società tedesca presente ormai in quattro continenti e marchio dei suoi tanti ristoranti, ha puntato su concetti semplici. Qualità, freschezza e trasparenza, affinché il cliente si possa sentire tra amici e non in un luogo di ristorazione. Ma perché puntare proprio sull’alimentazione italiana? “Abbiamo deciso di identificarci con gusto e stile di vita mediterranei – rispondono dalla sede di Amburgo – perché appartiene al nostro ideale di ristorazione, di rapporto amichevole con il cliente. I tre punti chiave dell’attività sono freschezza, spontaneità, tranquillità. La cucina è a vista per offrire alla clientela la possibilità di guardare le varie fasi di preparazione”.

 

Prezzi concorrenziali

Non si tratta però solo di immagine. Al design si unisce infatti l’attenzione verso il cibo: “Le materie prime provengono da Germania e Italia e in diversi casi ci siamo adeguati al mercato senza però mai tralasciare la volontà di puntare sulla qualità. Per esempio nei Paesi arabi offriamo la pasta alla carbonara sostituendo il maiale con il manzo”. Scelte che, a giudicare dalla clientela osservata nei ristoranti di Innsbruck, Londra e Lussemburgo, sembrano aver fatto breccia. Concorrenziali anche i prezzi delle voci in menù, che variano dai 6,10 euro della margherita, fino 9,10 per la gamberi e rucola o per la più particolare chicken barbacue (pollo, cipolle, mozzarella, pomodoro e formaggio affumicato). Stessi prezzi per la pasta, dove è però è possibile abbinare a determinati formati differenti condimenti. E sul fronte mercato cosa bolle in pentola? “Al momento aperture in Italia o in Spagna non rientrano tra i progetti, ma tutto può velocemente cambiare”, informano da Vapiano lasciando però una porta aperta a chi volesse aprire un’attività in franchising: “Cerchiamo comunque persone con un’anima imprenditoriale interessati a entrare in questo settore. Richiediamo un capitale di 300mila euro, sufficiente per organizzare il locale e cominciare. Ma è soprattutto importante sposare la nostra filosofia. Diventare un ‘vapianista’ significa credere in un modello che non si ferma alla pura somministrazione del cibo, ma che consiste nel creare un legame con la clientela”.

 

 

Numeri da primato

Tra joint venture, franchising ed esercizi di proprietà sono 90 ristoranti in 23 nazioni, su 4 continenti. Tra i 50 e gli 80 posti di lavoro, molti dei quali full time, per ogni apertura, 95 milioni di euro di ricavi nel 2009, 123 milioni di fatturato nel 2010, 5 premi internazionali legati all’innovazione alimentare, un piano di espansione che nei prossimi nove mesi accrescerà le presenze in Austria, Germania e Francia sbarcando anche in Finlandia e Svezia. Ma con l’obiettivo di raggiungere quota 189 entro il 2014. E’ questo l’impero a marchio Vapiano, vetrina tedesca dell’alimentazione mediterranea nel mondo.

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