Serbia: è qui il nuovo mondo?

belgrado

Può sembrare difficile da credere, eppure a meno di 700 km dall’estremo confine orientale italiano la pizza è ancora una semi sconosciuta. Girare per le strade di Belgrado, capitale della Serbia, in cerca di una pizzeria, può essere quasi impegnativo vista la forte concorrenza dei tanti “street food” presenti in città. Compresse infatti nella morsa dei kebab e dei locali dedicati alla più semplice pita, le pizzerie sono poche, spesso d’asporto o simili a panetterie. E di Italia, a ben vedere, c’è ben poco. Sono infatti le catene internazionali a registrare i volumi di presenze e di vendita più elevati. La pizza è vista quindi come un alimento dell’occidente, non solo dell’Italia.

 

Test a tavola

Non resta quindi che provare quello che già a prima vista, sfogliando un menù, altro non è un incrocio di tradizioni occidentali e orientali. L’esordio non è positivo. Una strana “pizza vesuvio”, al The Saint, propone al posto del tradizionale pomodoro il ketchup, assieme a formaggio, prosciutto, olive e origano. Uno bizzarro cocktail di sapori a 3,50 euro presentato sotto le mentite spoglie di vera pizza italiana! Più cara la maxi capricciosa da 52 cm a 10,20 euro, offerta tra l’altro con quasi gli stessi ingredienti della “vesuvio”. Locale bocciato! Qualità migliore e scelta più abbondante si trova invece nella pizzeria all’aperto Botako, nella città vecchia. Dalla tradizionale Margherita a 5 euro si sale fino ai 10,7 della 4 stagioni. Consigliata. A ogni modo Belgrado rappresenta chiaramente un luogo dove il “fenomeno” pizza è lontano dall’essere ben conosciuto e ancora più lontano, purtroppo, dall’essere degnamente tutelato. E stiamo parlando della capitale.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register