Pizze firmate, ma a prezzi light

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Nell’agosto 2002, a Sant’Ambrogio, Valle di Susa, ha aperto il primo Totò&Macario e in questo locale ha preso vita un ambizioso progetto. Dall’unione delle creatività dei ristoratori salernitani Enrico Coppola e Matteo Palma e dal loro incontro con Franco Rossino, all’epoca considerato al top della ristorazione piemontese, avendo traghettato il noto ristorante Caval d’brons di Piazza San Carlo alla stella Michelin, è nato il loro concept di pizzeria di qualità. Un format basato su ricerca di materie prime secondo tradizione, ma nel rispetto del contenimento dei costi,  e servizio efficiente. Tutto ciò ha permesso a Totò&Macario di decollare a tal punto che nel dicembre 2008 ne è stato aperto un secondo a Mathi (nelle foto), a nord di Torino, in un ex-cotonificio ristrutturato.

La segnalazione
Qui è passato in incognito un giornalista del Gambero Rosso. La pizzeria viene così segnalata sulla nuova edizione della guida del Gambero Rosso “Low Cost”, che annovera i locali in cui si mangia bene spendendo sotto i 30 Euro. Totò&Macario compare tra le prime 5 pizzerie d’Italia ed è la prima in Piemonte. “Questa segnalazione – ha sottolineato Coppola – ci ha inorgoglito particolarmente, perché premia gli sforzi compiuti per mantenere prezzi equi e una qualità a tutto tondo. Per noi il riconoscimento più importante è quello di veder uscire dal locale il cliente soddisfatto: questo ci ripaga del tempo investito in ricerca di qualità, di tradizione sia nei metodi, sia negli ingredienti utilizzati”. E poi ci sono i loro volti, quelli di Totò e Macario, appunto, due attori entrati nel mito della comicità italiana che rappresentano lo spirito di due terre, quella campana e quella piemontese, simbolo di pizza ed enogastronomia.

Ricette d’autore
L’arredo è semplice e colorato, l’atmosfera accogliente. Mal il vero fiore all’occhiello di Totò&Macario (250 coperti) sono le “Pizze d’Autore”: rinomati chef italiani sono stati coinvolti nella preparazione di queste pizze speciali e così ognuno di loro ha offerto il suo contributo e ha realizzato una pizza firmata, una pizza con il copyright. Un’esclusiva, un’eccellenza gastronomica e un’ottima tattica di marketing. ”Tutti gli chef, da Guido Alciati a Davide Palluda – ha precisato Coppola – sino ad arrivare in Campania a Gennaro Esposito, hanno scritto la ricetta della pizza e hanno collaborato alla sua realizzazione”.

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