La Campania a Milano

bicocca

La colpa è della mozzarella. Fresca, profumata, genuina, solo ed esclusivamente di bufala. E di quattro fratelli campani, talmente innamorati di questo latticino da farne prima il proprio lavoro, per poi decidere di aprire, nel maggio del 2006, una pizzeria-ristorante la cui cucina ruota tutta intorno a questo particolare formaggio dal sapore unico e inconfondibile, una delle icone del made in Italy. Ed ecco, in una tranquilla via della periferia milanese, La Fermata, ovvero pizza e sfizi, una trattoria di tono, in uno stile moderno semplice ed elegante. Un ambiente accogliente (che può ospitare fino a 120 persone), così come lo è lo staff: tavoli grandi, calde pareti gialle e rosse con quadri di gusto. E un servizio cordiale e affabile, i tempi giusti tra un piatto e l’altro, e la possibilità di scambiare quattro piacevoli chiacchere con i proprietari, sempre.

 

Sinfonia di sapori

Fin qui la forma, ma la sostanza del locale dei fratelli Matrone non è da meno. La Fermata propone infatti piatti della tradizione partenopea e della cucina povera locale, legati alla stagionalità dei prodotti e al territorio, dal sapore deciso e sincero senza per questo essere inutilmente aggressivi e, soprattutto, pesanti. Alcune ricette regionali sono invece state reinterpretate dallo chef, badando però a non stravolgerne il sapore, con un risultato finale che premia la creatività. Un occhio di riguardo è posto anche all’aspetto estetico delle pietanze, senza però scendere in eccessi e alle porzioni, né troppo piccole, né tantomeno eccessive. Insomma, il giusto equilibrio per l’occhio e per il palato. Il tutto accompagnato da ottime etichette scelte con cura dai proprietari, in grado di consigliare i giusti abbinamenti, e con ricarichi più che onesti. Difficile superare i 50 euro per una cena completa, e li merita tutti.

 

Fragranza e genuinità

L’altro fiore all’occhiello de La Fermata, e non potrebbe essere altrimenti, sono le pizze. Preparate con cura dai due abili pizzaioli, cotte in un forno a legna, rappresentano un matrimonio perfetto fra la fragranza della pasta, soffice, gustosa, leggera, mai gommosa e la già citata “regina” del locale, la mozzarella di bufala; il suo sapore si esalta ancora di più quando viene accompagnata, per le teglie più originali (legate comunque alla tradizione napoletana e alle sue ricette), dalle verdure che la stagione propone, sempre freschissime e di primissima qualità. Insomma, potremmo racchiudere l’anima e la sostanza de La Fermata in un facile gioco di parole che rappresenta però una solida verità: La Fermata non è certo una bufala…

 

 

Gusto protagonista

Diverse ricette con una nota comune: il sapore. Tra gli antipasti, una spanna su tutti per la “Fermata”, composta da una splendida caponata, gattò di patate (da urlo), una appetitosa torta salata di verdure e una ricotta di bufala che si scoglie in bocca. Tra i primi piatti, i delicati ma gustosi ravioli capresi (ripieni di ricotta di bufala) la fanno da padrone. Carne e pesce? Primeggiano l’orata all’acqua pazza e il vero polpettone al sugo. Un consiglio per il dolce? Oltre a una buonissima pastiera va assaggiato il Vesuvio, particolarissimo incontro tra il cioccolato fondente e le melanzane. Le primedonne delle pizze, invece, sono la Malafemmina (provola, salsiccia e friarielli, tre sapori assolutamente complici tra loro) e il classico calzone partenopeo con ricotta e salame, trionfo della semplicità.

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