Un panino formato Eataly

eataly

Veste informale, per un locale che si sviluppa su due livelli, dall’aspetto vagamente industriale. Complice la struttura, che è quella di un edificio storico nel centro di Torino, con le volte di mattoni al piano interrato, ad accogliere le oltre cento sedute del locale e una piccola area giochi dedicata ai bambini. Siamo a La Granda in Mezzo al Pane, locale che Fabrizio Cardamone e i fratelli Antonio e Federico Marasco, con il marchio e la filosofia di Eataly, hanno aperto nel centro di Torino. Costa Group, con l’architetto Sara Paveto, ha firmato l’arredo di uno spazio pensato come una sfida alla logica dell’omologazione dei sapori: più che una paninoteca, una scommessa all’insegna della qualità.Per gli amanti degli hamburger (qui li chiamano panini) e i cultori del mangiar bene. A partire dalla carne, che è quella de La Granda, l’associazione di allevatori piemontesi unitisi per dare vita a un progetto di valorizzazione della carne piemontese, e a una produzione attenta e rispettosa della qualità. Ma entriamo nel locale.

 

Mattoni e barbera

All’ingresso, panchine di legno da sala d’aspetto stile vecchia stazione, a creare un ambiente confortevole per una pausa pranzo o una cena. Mattoni a vista sui muri portanti, pareti piombo alternate a qualche tocco di rosso brillante, legno per il pavimento, grossi tubi d’acciaio del riscaldamento che attraversano il locale, lampade a braccio snodabili e il bancone di metallo con le borchie di saldatura in rilievo. Dietro, le botti del vino, che è il Barbera piemontese, e tutti i vini tipici locali, direttamente dal produttore al consumatore. E poi l’officina del panino, che si fa davanti a tutti e si ritira dall’apertura a baionetta della finestra della cucina a vista, con le vetrate profilate di metallo e le piastrelle bianche e nere, dove la carne de La Granda sta con la cipolla di Tropea e le salse biologiche sul pane ottenuto con le farine macinate a pietra. Perché La Granda in Mezzo al Pane è anche un presidio slow food e l’importanza e l’origine delle materie prime è il fil-rouge della storia raccontata sulle grafiche curate da Eataly e appese in giro per il locale.

 

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