Vienna ama la pizza

Vienna

Ma chi lo ha detto che Vienna è solo wurstel, patate e sacher? Potrà sembrare incredibile, eppure il numero di pizzerie in centro e nelle sue immediate vicinanze può essere confrontato con quello di una normale città italiana. Ovviamente la vera pizza italiana è merce rara, trionfano i take away/kebab gestiti dai turchi e la linea gastronomica tradizionale è forte, ma l’offerta di qualità esiste, in certi casi è molto valida e i prezzi sono in linea con quelli italiani. Provare per credere. Tra l’altro una recente iniziativa delle Camere di Commercio e dell’Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), proprio per stimolare l’offerta di qualità tanto in Italia quanto per gli operatori della ristorazione all’estero, ha premiato con il marchio Ospitalità Italiana alcuni locali di Vienna riconoscendone l’impegno a favore dell’eccellenza. Tredici i locali premiati, tra cui 2 ristoranti con offerta di pizza e una pizzeria.

Le mete cult

E in effetti basta sedersi e ordinare un piatto da Il Sestante o da Regina Margherita per capire che il marchio Ospitalità Italiana è decisamente meritato. Arredi sobri, pulizia, educazione, disponibilità totale. Ma anche materie prime di livello e attenzione verso il cliente. Da Regina Margherita per una Margherita si pagano 8,90 euro, mentre per la variante Regina il prezzo sale a 11,90. Manca una tradizionale Marinara, ma in compenso sono disponibili calzoni, pizze bianche e focacce. A giudicare però dai gusti dei tanti italiani presenti a Vienna, le preferenze vanno a un trio molto noto: Marì, That’s amore, Capatosta. E’ in particolare Marì a raccogliere i voti maggiori, apprezzata dagli austriaci e meta fissa per gli italiani che vivono a Vienna. Il menù è semplice, appena nove le pizze a disposizione, persino spartano e con una descrizione minima per ogni tipologia di pizza. Ma impasto, farcitura e cottura giustificano ampiamente il buon nome del locale. Non sono poi da sottovalutare i prezzi. La Marinara viene proposta a 5,90 euro, una Margherita 6,80 mentre la più cara, la tradizionale bufala, arriva a 8,80. Insomma, un ottimo angolo di Italia in Austria.

 

 

 

Il bollino Ospitalità Italiana

Le imprese che conseguono questo riconoscimento scelgono la qualità come obiettivo da perseguire e ogni anno decidono di mettersi in discussione sottoponendosi a delle valutazioni condotte da personale esterno. Il marchio Ospitalità Italiana fornisce quindi ai consumatori una valutazione obiettiva del livello di servizio offerto e rappresenta una garanzia sia per gli esercenti che per i turisti: visibilità, chiarezza di immagine, garanzia di qualità, facilità di scelta, condivisione del sistema di valori tra chi offre e chi compra. L’insieme delle imprese riunite sotto il comune logo Ospitalità Italiana consente infine di comunicare al potenziale cliente gli sforzi di tutte queste imprese verso la qualità e questa scelta (e con essa il concetto di tutela dell’ospite) rappresenta un’opportunità e una sfida per l’intero sistema turistico italiano. Per quanto riguarda la ristorazione, tutte le informazioni sono a disposizione sul sito www. 10q.it.

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