Prima di tutto prodotto e servizio

renato

“Quanto conta la forma della pizza per avere successo?” Tutti sappiamo che la pizza in Italia è la massima espressione dello slow o fast food. Sappiamo altresì che moltissime sono le varietà di pizza che la nostra tradizione regionale ci ha tramandato. Modi diversi di preparare la pizza, suddivisi regione per regione, dettati dalla fantasia tutta italiana nell’accontentare le esigenze dei consumatori. Da quelli che consumano pizza come turisti frettolosi a quelli più esigenti e cultori, a quella fascia di consumatori che consuma pizza per mera necessità economica. In tutti i casi periodicamente si generano mode, flussi e riflussi di tecniche di produzione tradizionali e innovative che caratterizzano il mercato. Quanto incide, allora, la forma della pizza nel successo di una pizzeria? Un prodotto di alta qualità contribuisce in modo rilevante al successo di una pizzeria, come pure la forma della pizza potrà divenire un elemento di diversificazione e differenziazione nella proposta aziendale. Nel marketing l’incidenza del prodotto in termini di qualità, differenza di forma e mode periodiche che vedono protagonista la pizza pesa sul risultato economico nella misura media del 50-60% rispetto all’intero pacchetto proposto. Proporre la pizza tonda, anziché quella in teglia o al metro o maxi o fritta e così via in un territorio dove esiste solo una tipologia di pizza può essere la novità capace di generare una moda e quindi far aumentare il fatturato. Tantissime volte ho sentito dire dai gestori di pizzeria frasi del tipo “in questo comprensorio la pizza piace sottilissima” oppure “piace solo napoletana” o in molti altri modi della tradizione. Là dove è stato possibile, il cambiare la tipologia di pizza servita non ha mai influenzato i gusti dei clienti o il risultato economico.

Gli elementi su cui puntare

Qualunque sia la forma della pizza posta in vendita, ciò che conta per avere successo dipende da due elementi fondamentali su cui si deve basare una pizzeria: il prodotto e il servizio. Il primo l’abbiamo già detto che deve essere di assoluta qualità, mentre il secondo deve essere frutto della filosofia aziendale capace di generare le seguenti componenti:

  1. Visione di mercato: diventare leader del mercato della pizza in modo veloce, condizione perfetta per avere sufficienti risorse economiche nel prosieguo dell’attività.
  2. Missione: diventare il posto e il modo preferito dal cliente per consumare la pizza, di qualità e velocemente. Un obiettivo questo che si raggiunge migliorando continuamente le aspettative del cliente.
  3. Valori: far diventare il cliente la ragione dell’esistenza della pizzeria, dimostrandogli l’apprezzamento attraverso una pizza di alta qualità, un servizio superiore in un ambiente pulito e accogliente oltre a proporre un ottimo rapporto qualità prezzo. L’obiettivo di una pizzeria deve essere la qualità, il servizio, la pulizia e il valore per ciascuno e di tutti i clienti.
  4. Servizio: significa soddisfare pienamente il cliente. Per raggiungerlo occorre adottare la logica del miglioramento continuo. Basato sulla sintesi di metodo e personalità, con il primo ci si aiuta a consegnare i prodotti al cliente in modo efficiente e ordinato, con il secondo invece si aggiunge il tocco umano. I due valori comunque si alternano e se non utilizzati correttamente daranno origine a confusione e inefficienze dannose all’attività.
  5. Risorse umane: devono far parte di una filosofia aziendale tendente a lavorare secondo un sistema di squadra. Personale occasionale e quello a tempo determinato devono partecipare a un programma di formazione prima di essere inserito nella brigata all’interno del punto vendita. Ogni membro dello staff deve conoscere le proprie mansioni senza essere d’intralcio ai colleghi.
  6. Processo operativo: per conquistare e mantenere la fiducia dei consumatori è necessario studiare, sperimentare, adottare tutte le possibili applicazioni innovative del settore. I dipendenti, infatti, devono essere istruiti rigorosamente e devono sapere perfettamente cosa fare, essendo il loro lavoro complementare a quello degli altri, in un sistema funzionale come una linea produttiva.

Tutte queste variabili contribuiscono al miglioramento del servizio, velocizzano la proposta commerciale, aumentano il fattore economico rendendo la pizzeria più efficiente, accrescono la redditività aziendale, potendo in tal modo contenere il costo della pizza. Tutti benefici che però nulla hanno a che fare con la forma della pizza che pure caratterizza la pizzeria, ma di sicuro rendono molto produttiva un’azienda molto di più delle mode che ne determinano le vari forme di pizza proposte. Chiaro, però che se nel comprensorio in cui si decide di aprire una pizzeria esiste una o più attività di pizza tonda, si potrà fare sicuramente la pizza al metro o quella in teglia. Logica vuole sia da evitare la pizza tonda, per non entrare in conflitto con le attività esistenti. In ogni modo, per avere successo la forma della pizza non sarà mai un elemento determinante, molto più influente sarà un prodotto messo in vendita di ottima qualità, dove l’abbinamento ben equilibrato degli ingredienti può fare la differenza. E se si aggiunge un servizio veloce e preciso, un’accoglienza sincera, allegra, umanamente calda e un giusto rapporto qualità-prezzo il successo professionale prolungato nel tempo è a portata di mano.

 

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