Parola d’ordine: informarsi

andrenelli

“Aprire in locale pizzeria nel 2012: quali insidie bisogna affrontare?” Una domanda stimolante che raccoglie un’infinità di argomenti da trattare. Possiamo qui di seguito elencare le principali problematiche che si presentano nel dover aprire una nuova attività sia essa artigianale o di somministrazione di alimenti e bevande. Tutti, chi più chi meno, sono informati sulle normative, gli adempimenti o i requisiti professionali che occorrono per iniziare una nuova attività di pizzeria. Io vorrei affrontare le tematiche legate al sogno imprenditoriale di ogni giovane o adulto che voglia convertire la propria professionalità, mettendosi in gioco su un campo a lui sconosciuto. Una sorta di “Avvisi per gli utenti”. Per esempio l’autocertificazione o  l’assunzione di responsabilità individuale ha creato un’infinità di adempimenti che si danno per sottintesi, ai quali però, spesso e volentieri nemmeno i tecnici sanno offrire risposte esaustive. Possiamo definire quattro ordini di problematiche diverse: amministrative, economiche, sindacali, professionali. Riguardo le autorizzazioni amministrative è bene ribadire che, nonostante siano da considerarsi desuete le vecchie tabelle commerciali, oggi occorre frequentare un corso per l’abilitazione al Sab o per l’attività artigianale legata alla produzione di alimenti. I sindacati di categoria sono abilitati all’organizzazione di tali corsi, che però non contengono informazioni in termini di qualità o aumento delle tecniche di produzione, fermandosi alle informazioni amministrative, d’igiene, di prevenzione antinfortunistica ecc. Quello che si differenzia dal vecchio sistema è il costo del corso che varia da sindacato a sindacato, da provincia a provincia e così via. Come pure la vecchia licenza, ora chiamata autorizzazione comunale, di diverso ha solamente l’interpretazione che ogni Comune dà al suo rilascio. Sempre più incidono alla sua concessione valutazioni riguardanti elementi come il parcheggio, i rapporti con il vicinato, la posizione del negozio, la cui insegna può in alcuni casi essere  sottoposta a parere dei vigili urbani qualora sia di distrazione alla viabilità. Non solo, oggi tutto viaggia telematicamente quindi diventa impensabile sbrigare pratiche burocratiche senza l’aiuto del commercialista al quale però occorre fornire tutte le indicazioni necessarie per risolvere i problemi. Mai delegare altre persone (marito o moglie, fratello o sorella) al ritiro dei documenti dagli uffici pubblici senza delega scritta, la legge sulla privacy non lo permette e la perdita di tempo è assicurata.

 

Tassa rifiuti e utenze

Istallare in pizzeria apparecchiature audio video comporta il pagamento di una tassa alla Siae e il canone Rai se s’istalla una radio e/o un televisore. Quello che invece non è reso noto, finché non si va a pagare la tassa, è che un televisore superiore a 37 pollici paga molto di più di uno che non arriva a queste dimensioni. Anche per le radio, se sono multimediali, ossia sono collegate tramite internet alla fonte di emissione sonora, la tassa applicata è notevolmente superiore di un apparecchio tradizionale. Dato che la Siae non si paga per la fonte sonora ma per la quantità di altoparlanti inseriti nel locale pubblico, il rischio è che la cifra annua diventi molto cospicua. E la tassa sui rifiuti? Si paga in base ai metri quadri del locale. Spesso nella bolletta viene indicata solo l’aliquota ma non il valore. Buona norma per evitare sorprese sarà quella di informarsi anticipatamente alla stesura del contratto di affitto. Parlando di utenze, prima di subentrare in un’attività è obbligo informarsi sull’allaccio di energia elettrica, gas, telefono. In caso di subentro in una attività assicurarsi di essere liberi di poter allacciare le utenze con il fornitore scelto; non sempre è possibile. Altra insidia del mercato libero dell’energia è la regolarità della fatturazione dei consumi, la quale deve essere pretesa. Molto spesso le fatturazioni avvengono dopo molti mesi di consumi che generano forti somme di denaro le quali possono essere dilazionate, ma tengono legati al fornitore per periodi molto lunghi impedendo in caso di cambiamento il passaggio ad altri fornitori. Anche le eventuali mancanze di energia per i motivi più diversi dipendenti o non dipendenti dall’utente, possono rivelarsi una perdita economica per l’esercizio commerciale, in quando è possibile restare senza servizio per giorni, dato che le riparazioni nelle linee o prima dei contatori, spettano alle compagnie proprietarie delle linee stesse, non potendo quindi essere effettuate dal gestore scelto per il servizio energetico. Se poi esistono pagamenti sospesi chi subentra in una attività rischia di vedersi allacciare le utenze dopo svariati mesi, generando in questo modo situazioni poco sostenibili.

 

 Attenzioni professionali

Sul fronte professionale propriamente detto bisogna sviluppare un alto senso di responsabilità nel mantenere salubri i laboratori di pizzeria. La contaminazione dell’aria dovuta a scarsa igiene, al fumo di sigaretta, a cattivi odori prodotti da una scarsa aspirazione, all’utilizzo di attrezzature non adeguate può far divenire un laboratorio non idoneo alla produzione di lievito naturale o all’utilizzo di  tecniche di maturazione degli impasti di lungo periodo. Attenzione, quindi

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