Analizzare ogni dettaglio

domandone

 

“Partire da zero: quali sono le regole base per muovere i primi passi?”. Per iniziare un’avventura nel mondo della pizza, è necessario innanzitutto uno studio comportamentale. Occorre essere disposti a modificare il proprio stile di vita, predisporsi psicologicamente alla nuova avventura senza pensare di cercare se stessi ma a creare se stessi. All’inizio sarà indispensabile cercare e annotare tutte quelle informazioni necessarie per stilare un progetto di massima utile a capire le reali possibilità: psicologiche, attitudinali, professionali, amministrative ed economiche necessarie a creare il progetto stesso. L’aspetto psicologico è importante poiché ci potrebbe rendere consapevoli dei sacrifici cui si potrebbe andare incontro qualora sorgessero difficoltà lavorative non prevedibili. Un primo approccio verbale con chi è già impegnato nel settore da tempo potrà fornire le prime informazioni sia positive che negative riguardanti il settore pizzeria.

 

 

 

La funzione di imprenditore

 

Specialmente se il nuovo progetto prevede un’attività lavorativa autonoma, occorrerà che il nuovo pizzaiolo sia disposto ad assumere la funzione d’imprenditore con i conseguenti rischi legati alla gestione di una pizzeria sia essa artigianale che commerciale. Nei casi di attività artigianale o di quella commerciale spettano al titolare tutte le decisioni legate alla gestione della pizzeria, la quale, se fossero sbagliate, produrrebbe conseguenze economiche tutte a suo carico, con evidenti danni cui vanno aggiunti anche quelli legati al fallimento dell’attività, per quelle commerciali, con fatturato annuo aziendale superiore a 200.000 euro totali. Questi aspetti importanti (che non riguardano un operatore che voglia, per sua scelta, avviarsi alla professione di pizzaiolo dipendente) devono essere condizione essenziale nella valutazione degli aspetti successivi riguardanti la formazione del progetto lavorativo in toto.

 

 

 

Una corretta formazione

 

Fatta chiarezza sull’aspetto psicologico si può passare a quello attitudinale, cercando di capire se si è capaci di mettere in discussione le proprie attitudini a sopportare lo stress lavorativo, a rapportarsi con l’evoluzione del mercato, a mettere in discussioni le proprie conoscenze professionali, a essere disposti a continui aggiornamenti nel lavoro, ad adattarsi alle esigenze del cliente finale, a relazionare in modo corretto con il mondo della pizza senza eccedere in egocentrismo. Un aiuto in tal senso arriva dalla formazione professionale, che dovrà essere valutata con serietà, scegliendo chi sarà in grado di fornire informazioni didattiche capaci di risolvere le problematiche legate alla possibilità di apprendere il mestiere di pizzaiolo nel miglior modo possibile. Non va mai scelta una formazione professionale che porta come vanto l’istruttore che ha vinto concorsi, ma scegliere sempre la formazione nella quale si predilige il lavoro diretto allo sviluppo della manualità dell’allievo, la sua concentrazione nelle varie fasi lavorative, la conoscenza delle molteplici attrezzature del settore e le tecniche innovative legate all’utilizzo del freddo e delle attrezzature come il ferma lievitazione e l’abbattitore di temperatura, sempre più necessarie nel settore per un migliore sviluppo lavorativo nel futuro. Nozioni come la corretta compilazione del menù pizza, il giusto abbinamento degli alimenti nelle farciture, i tempi e metodi di lavoro, il calcolo dei costi e ricavi, con nozioni di marketing della pizza, devono essere gli elementi base per una corretta formazione professionale garantita. Anche la conoscenza delle norme locali per la realizzazione di un punto produzione e vendita della pizza, sarà condizione essenziale da studiare prima di dar via a qualsiasi progetto imprenditoriale. Il mercato libero dell’energia, i rapporti con i condomini, le norme riguardanti l’utilizzo degli spazi pubblici, le disposizioni igieniche sanitarie, e perfino il codice stradale possono influenzare il rilascio delle autorizzazioni necessarie all’inizio attività.

 

 

 

Il business plan

 

Una corretta compilazione di un business plan, in cui riportare tutte le possibili spese a cui si andrà incontro, a fronte di un presunto fatturato necessario a produrre utili di esercizio, e uno studio delle reali capacità produttive della pizzeria viste le possibili presenze di avventori in loco, con una valutazione dell’impegno economico da investire nell’idea, potranno rendere fattibile la realizzazione del progetto stesso. Una prima fase (quella descritta) decisiva per iniziare da zero, seguita da uno studio di fattibilità legato alla compilazione di preventivi di massima, richiesti a più aziende del settore che si occupano della realizzazione di pizzerie, siano esse, chiavi in mano o per settori di competenza dei fornitori, potranno contribuire a far decidere chi inizia questo percorso a realizzare il progetto. Solo seguendo questo iter si potrà avere la certezza di poter realizzare un sogno o iniziare un viaggio su cui si vuole impostare la propria vita e magari quella dei propri cari. Una volta intrapreso il cammino basta controllare che il piano d’impresa stilato sia rispettato, e che gli obiettivi si avverino per essere sicuri di poter riuscire a conseguire gli utili di esercizio previsti. Piccoli aggiustamenti dopo l’avvio dell’attività, impediranno all’imprenditore, di potersi trovare fuori mercato senza essere più in grado di vedere le soluzioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

 

 

 

 

Il pizzaiolo dipendente

 

Altro invece è per chi volesse approcciarsi al mondo pizza con le intenzioni di ottenere un lavoro alle dipendenze. Il pizzaiolo inteso come prestatore d’opera dovrà avere buone basi teorico-pratiche, avere un atteggiamento lavorativo dedito al rispetto del laboratorio in cui opera, avere la capacità di adattarsi a diversi laboratori su cui poter riversare le sue conoscenze tecniche, saper produrre una pizza, rispettosa delle esigenze del punto vendita dove si trova a operare, saper socializzazione con i colleghi di lavoro, pensare all’incremento del fatturato aziendale per effetto del suo lavoro, ridurre gli sprechi delle risorse a lui assegnate, e non ultimo tener fede al mantenimento della parola “data” in termini contrattuali. Tutte regole non scritte ma capaci di far aumentare il potere contrattuale del dipendente da cui deriva la sicurezza economica del pizzaiolo stesso. Un comportamento attento agli utili aziendali e alle buone regole nella produzione di pizza, con particolare attenzione al mantenimento delle derrate alimentari e alla qualità della pizza realizzata, contribuirà a elevare l’immagine del pizzaiolo che è sempre legata alla pizza che produce. Una buona pizza, come una cattiva, è sempre abbinata a chi l’ha realizzata, aumentando o diminuendo la professionalità del pizzaiolo. Nella mia lunga attività associativa molti sono stati i pizzaioli, giovani e non, che si sono lasciati trasportare da futili motivi legati alla visibilità che i media avevano loro promesso e che invece hanno creato problemi, anche economici, a chi non ha avuto la forza di restare legato alla propria identità professionale.

 

 

 

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register