Il manager dell’arte bianca

È nato in una cesta di vimini, da ragazzo ha lavorato con il padre nel panificio di famiglia facendo tutta la gavetta del caso – dalla mastra, cioè fare le forme di pane, all’impasto, fino al commesso – e poi ha lanciato tre locali. Oggi è un manager nella duplice veste di formatore e consulente aziendale. La storia di Ezio Rocchi, 48 anni, si può davvero raccontare come una “mutazione genetica professionale”. In senso positivo. “Dopo l’esperienza di famiglia e due anni passati nella famosa pasticceria Senno di Chiavari per apprendere i segreti di quell’arte – racconta Rocchi – a 24 anni ho acquistato il mio primo panificio, lo Spiga d’Oro di Riva Trigoso che ho gestito per 17 anni”. Qui Ezio Rocchi dà il meglio di sé, triplicando in soli tre anni il fatturato e investendo i profitti ristrutturando il locale e ampliandolo acquistando l’adiacente laboratorio di pasticceria. Poi il sogno della vita: un locale speciale. “Nel 2005 acquistai di fronte al panificio di Riva Trigoso un negozio che chiamai Macaia, nome che identifica una particolare situazione meteorologica tipica di Genova in cui fa molto caldo e c’è totale assenza di vento”, spiega il manager.

Biga e lievito madre

Il Macaia doveva rappresentare la svolta professionale ma, con la crisi alle porte, il periodo non era favorevole. Rocchi non si demoralizza e, nonostante il Macaia non dia i risultati previsti, rischia e rilancia: nel centro di Sestri Levante apre un nuovo Spiga d’Oro, locale di 78 mq con laboratorio ma destinato soprattutto alla rivendita. “Il negozio di Sestri produceva focaccia tipica genovese e 2 tipi di pane, ciabattina e pane di semola”. A questo punto, Rocchi si ritrova con 3 locali, 45 dipendenti, tanti problemi e poco spazio per crescere ancora. Così, nel 2010, la svolta definitiva. Vende il panificio di Riva Trigoso, chiude il Macaia e si concentra sul negozio di Sestri. Scelta indovinata: da rivendita, lo Spiga d’Oro “2” si trasforma in laboratorio capace di produrre, al giorno, 250 kg di focaccia tipica genovese e altrettanti di pane, che passa da due a 30 specialità. E che vanno a ruba. “Per raggiungere questo risultato mi sono inventato nuove strategie di produzione lavorando su Biga e lievito madre”, conferma Rocchi. Mentre la scelta definitiva di fare il consulente aziendale è arrivata con i corsi di Giorgio Nardone, esperto di problem solving strategico. La storia di Rocchi ci porta così quasi ai giorni nostri. Nel 2012 vende lo Spiga D’Oro di Sestri dove rimane come consulente e formatore. Da sempre fedelissimo di Molino Grassi (utilizza le sue farine da oltre 25 anni), Rocchi si fa infine venire un’idea: una farina speciale per la focaccia genovese. In collaborazione con Guido Stancari, tecnologo di Molino Grassi, ha di recente creato una miscela specifica per la tipica delizia ligure. Che è già un successo. Mica male per uno nato in una cesta di vimini…

Percorso virtuoso

Un panificatore che diventa manager. Ecco il percorso di Ezio Rocchi. “Quando gestivo il panificio di Riva Trigoso, mi tornò la voglia di studiare. Così frequentai corsi di marketing e comunicazione riuscendo a fondare nel 2005, con i formatori Max Damioli, Nicoletta Romanazzi, Alberto Agnoletto e Licia Consoli, una scuola di comunicazione. Nel 2011 ho inoltre frequentato i corsi di Piergiorgio Giorilli presso Molino Grassi, diventandone poi assistente e decidendo così di intraprendere la professione di formatore”.

Enzo Rocchi

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