Pizza, affare di famiglia

 

Aprite la porta dell’Osteria Pizzeria Al Buco di Cervinara, in provincia di Avellino. Troverete un’intera famiglia ad accogliervi: papà, mamma e i loro due figli. Tutto qui? Tutt’altro, perché in questo locale brilla una giovane stella, di nome Lucio, il più piccolo (13 anni) della tribù. A sentire fratello e genitori, e c’è da credergli, è un ragazzo prodigio destinato a un grande futuro: dall’età di 6 anni aiuta papà Massimo al banco pizza, osservando, impastando, imparando. Da lì è stato un crescendo continuo e sono arrivati i primi successi, legati alla sua passione per la pizza, soprattutto quella freestyle: non si contano ormai più i gradini più alti del podio, da un paio di anni a questa parte. Successi e fama che condividecon il locale di famiglia.

 

 

 

Sapori locali

 

Al Buco si mangia parecchio bene, a giudicare dai commenti dei clienti, fin dal 1995: una cucina a tutta regione, dove quello che conta di più è l’assoluta qualità delle materie prime. A farla da padrone sono le pappardelle ai funghi porcini (la pasta è fatta in casa), ma sono da applausi anche gli gnocchi con sugo di pomodori e parmigiano che, prima di essere serviti, vengono ripassati in padella. La qualità all’Osteria Pizzeria Al Buco (40 i coperti interni ai quali si aggiungono i 60 del dehors nella bella stagione) non è certo cara: oltre i 25 euro la clientela non spende. Ma papà Massimo e suo figlio maggiore Gianni sono famosi, da queste parti, anche per la prelibatissima pizza.

 

 

 

Alta digeribilità

 

Il menù ne propone una ventina, tutte pizze gustose, genuine, digeribili e cucinate a regola d’arte. Ma se proprio bisogna citarne un paio, non possono che essere, a detta degli ospiti del locale, la Cervinarese (mozzarella, rucola, trevisana, funghi porcini) e quella con fiori di zucca, pomodorini, pancetta ed emmenthal. Dieci euro il conto per una cena completa a tutta pizza e, statene certi, quando al timone ci sarà anche il piccolo Lucio la squadra della famiglia Franco sarà ancora più compatta

 

 

 

 

 

Corsi settimanali

È un matrimonio relativamente recente quello tra Massimo Franco e la Snip, la Scuola Nazionale Italiana Pizzaioli ed è un’unione professionale che funziona. Massimo, all’interno del suo locale, forma i futuri pizzaioli attraverso corsi settimanali rigorosi e personalizzati di 20 ore di lezioni teoriche e altrettante di pratica che prevedono, alla fine della settimana, un’esame. Difficile pensare che gli allievi di Massimo non superino la prova finale con un maestro così preparato.

 

 

Gianni, Massimo e Lucio Franco

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