Pizza: un uomo-simbolo

Vanta alle spalle una stirpe di pizzaioli. Già il nonno di suo nonno esercitava quest’arte. Gaetano Esposto, classe 1944, discende da quel Raffaele Esposito, marito di Maria Giovanna Brandi, che nel 1889 creò la Pizza Margherita. Una storia di famiglia importante, di gran lustro, che Gaetano, invece di vivere di luce riflessa, ha contribuito ulteriormente a nobilitare. “La prima pizza – ricorda – l’ho messa in forno a 11 anni. A quel tempo mio padre Pasquale lavorava come pizzaiolo presso il ristorante Umberto di Napoli. Mi portava con sé e lo osservavo in silenzio. Con gli occhi fissi su di lui ho imparato a impastare, a farcire e infornare”. Pizza dopo pizza, Gaetano si fa le ossa e diventa un professionista con i fiocchi. A tal punto che nel 1989, nell’ambito dei festeggiamenti per i 100 anni della pizza Margherita, ne realizza una che vince il concorso celebrativo. “La mia Margherita – precisa Esposito – si classificò al primo posto per cottura, impasto e presentazione scenografica”. Un omaggio migliore al celebre antenato Raffaele Gaetano Esposito non poteva tributare. Anche lui, ora, aveva lasciato il segno nella storia della pizza napoletana. Fu un successo che ebbe una risonanza mondiale: Gaetano Esposito era diventato di colpo l’ambasciatore della pizza per eccellenza. Ha incontrato Papa Giovanni Paolo II, presidenti della Repubblica, la famiglia Savoia, autorità politiche, esponenti del mondo dello spettacolo. Una meritata notorietà che lo ha trasformato in un simbolo e in un didatta molto ricercato. Dall’Europa agli Stati Uniti, dal Giappone all’Australia, ovunque nel mondo si sia fermato, Gaetano Esposito ha insegnato con amore e passione l’arte della pizza. E proprio “L’Arte della Pizza” è sia il nome del ristorante-pizzeria che con il figlio Vincenzo guida a Napoli Vomero (www.ristorantelartedellapizza.com) sia il titolo di un volume che racconta la pirotecnica storia della sua vita. Un percorso che si è sviluppato sì nel nome della tradizione pura, ma arricchito anche da lampi di creatività sia nelle forme sia nell’utilizzo degli ingredienti. La sue pizze Oca, Maschio Angioino, A Giostra o La Conchiglia sono pezzi unici. Vere opere d’arte gastronomica. Esposito, come abbiamo accennato, è oggi un simbolo, un’espressione di Napoli e della sua pizza. Una figura che la Camera di Commercio della città, nel suo presepe, ha deciso di celebrare con la statua del “pizzaiolo-pastore”. Realizzata dai maestri presepisti, incarna le fattezze di Gaetano Esposito.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register