Phuket: la ricetta di Mario

Mario Eleonori

Gran bel posto la spiaggia di Kata, a sud di Phuket, da tutti considerata la località turistica più suggestiva della Thailandia. Qui il turismo non ha stagioni e i vacanzieri arrivano da tutto il mondo: giapponesi, coreani, cinesi. Tra gli europei anche molti italiani, moltissimi i russi. Proprio sull’affascinante spiaggia di Kata un’insegna rosso fuoco segnala la presenza di quella che è ritenuta la miglior pizzeria di tutta l’isola. Rigorosamente made in Italy. “È sempre difficile parlare di se stessi. La vera ragione di un duraturo successo è il passaparola. Gente che viene, torna e ritorna portando altra gente… e se lo fa c’è un unico motivo: si mangia bene, in un ambiente caldo e vivace e allo stesso tempo familiare”. A parlare è Mario Eleonori, marchigiano di Monte S. Giusto, che gestisce La Capannina di Kata da 11 stagioni e che quest’anno è stato insignito, di nuovo, dalla Camera di commercio italio-thailandese, dell’ambito premio Ospitalità .

Locale trasversale
Open space senza pareti, elegante e curato nei dettagli, dotato di un grande bancobar che si affaccia sulla strada (serve a richiamare gente), uno spazio wine a vista protetto da cristalli, anche per garantire la temperatura di conservazione, aperto tutti i giorni dell’anno dalle 11 alle 23 con un plotone di 22 dipendenti pronti e attenti (il costo del lavoro qui è davvero basso), la Capannina (110 coperti) è la tipica pizzeria con cucina per tutti: stranieri in vacanza stranieri che a Phuket ci abitano, famiglie thailandesi che apprezzano sempre più pizza e pasta.  Racconta Mario: “In Italia avevo un pizzeria con dei soci ma, come dice il proverbio, le società funzionano in numero dispari e meno di 3. Venni in Thailandia per caso, mi piacque e decisi di aprire, qui a Phuket, un locale tutto mio”. Mario ha modi spicci e faccia aperta, è un lavoratore accanito (10 ore al giorno davanti al forno anche se ha addestrato e bene diversi aiuti) e racconta che i primi anni sono stati difficili. Soprattutto quando non sapeva dove trovare un buon forno (farlo venire dall’Italia allora costava troppo); così decise di costruirselo da solo, anche se non sapeva dove trovare i mattoni refrattari e non aveva acluna cognizione in materia.

Prodotti freschi
La pizza, infatti, è stata ed è il suo cavallo di battaglia con oltre 30 ricette in menu (qui vengono proposti 2 formati: regular e large) e la sua specialità è la pizza della casa con prosciutto di Parma, scaglie di parmigiano, pomodorini e rucola. Va detto, però, che la Capannina di Kata è frequentata anche per la qualità della cucina, all’insegna soprattutto di prodotti freschi di giornata di provenienza italiana. Prosciutto di Parma stagionato, Parmigiano Reggiano doc, pasta fresca fatta in casa con farine che arrivano dall’Italia, come i ravioli ripieni con spinaci e ricotta, tortelloni, gnocchi di patate o tagliatelle.

Solo vini italiani
Un cenno merita anche la cantina. Rappresenta un punto d’orgoglio: una cinquantina di etichette di tutte le regioni d’Italia; bottiglie mantenute a una temperatura costante. Sottolinea Mario con soddisfazione: “I vini vengono scelti personalmente da noi, senza subire influenze modaiole o essere distratti dalle tendenze del momento. Lavoriamo con cantine di primo piano, ovviamente solo italiane”. Cosa aggiungere d’altro? Che tra i piatti più richiesti della Capannina di Kata figurano, oltre alle pizze, il risotto al nero di seppia e bottarga, gli spaghetti al granchio, la grigliata mista di pesce e perfino la cotoletta alla milanese. Conclusione: la Capannina di Kata è un gran bel locale in un gran bel posto, soprattutto un simbolo.  L’alfiere di una delle migliaia, forse decine di migliaia, di pizzerie con cucina che, nel mondo, tengono alta la bandiera della pizza. E dell’Italia. Non possiamo che ringraziare.

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