Un pizzaiolo lungimirante

È intelligente, sveglio, lungimirante. Un professionista serio, dalle idee chiare. Il suo nome è Renato Bosco, 44 anni, veronese di San Martino Buon Albergo. “Ho iniziato a lavorare molto presto, quindicenne – ricorda – proprio in una pizzeria di San Martino. Qui ho appreso le basi della professione, ma non mi sono mai adagiato. Passione, curiosità e impegno mi hanno permesso di evolvere, di migliorarmi costantemente”. Una determinazione che ha dato i suoi frutti; a tal punto che a 23 anni apre la sua prima pizzeria e a 28 è già alla guida di un secondo locale. “La voglia di fare e di crescere hanno contribuito a tracciare la mia strada. Mi sono così ritrovato ad avere una visione del lavoro non allineata a quella degli altri soci e inevitabile è arrivata la separazione”. Renato, siamo nel 2006, corre da solo e inaugura, sempre a San Martino Buon Albergo, la pizzeria da asporto Saporè, cui fa seguito, due anni dopo e con la medesima insegna, l’adiacente sala degustazione. C’è da dire che Renato Bosco è un pizzaiolo un po’ speciale, una sorta di fuoriclasse che vent’anni fa già si cimentava con il lievito madre e che ha cominciato a frequentare Molino Quaglia ancor prima che nascesse l’Università della Pizza. “In effetti è così – sottolinea -. All’inizio ho frequentato la sede del molino, a Vighizzolo d’Este, per partecipare a un corso di aggiornamento per pizzaioli e quando è stata istituita l’Università mi sono presentato. Ho frequentato il Laboratorio sin dagli inizi, con grande entusiasmo”. E con ottimi risultati, aggiungiamo noi. Renato ha infatti conquistato tre “pizzini”, che attestano il superamento dei corsi su diversi livelli, e ha partecipato alle cinque edizioni del simposio tecnico PizzaUp. “Mi piace evidenziare che in questi anni – puntualizza – il rapporto con i colleghi che hanno frequentato il Laboratorio di Molino Quaglia si è gradualmente intensificato e oggi lo scambio di opinioni e punti di vista sull’universo pizza nella sua accezione più ampia e specialistica raggiunge picchi di grande intensità. Momenti di confronto davvero importanti”. L’Università della Pizza, il suo messaggio di fondo, il carisma dei docenti e il loro insegnamento hanno fatto presa su un professionista così appassionato come Renato Bosco, in modo tale da determinare l’impostazione gastronomica dei suo Saporè. “E’ vero – conferma -l’Università ha ispirato il mio modo di lavorare. Sia nell’area asporto sia in quella con i tavoli propongo quelle che definisco ‘le forme della pizza’, diverse per tipologia e impasti. Tanto per intenderci, serviamo pizza al taglio, tonda, al metro, romana e la pizza degustazione. Tutte le materie prime sono di eccellenza e molte presidi Slow Food”. Nel Saporè che accoglie la clientela al tavolo (40 coperti) Renato ha previsto anche tre menù degustazione, differenti percorsi del gusto dove la pizza è un piatto di alta gastronomia, sulla scia di quanto appreso da Simone Padoan. In abbinamento una selezione ragionata di etichette di vino e birra. In quest’ottica, il pizzaiolo chef Renato Bosco è coadiuvato da personale preparato e disciplinato e il servizio rappresenta un ulteriore elemento di distinzione. “Da un paio di mesi – racconta – il Saporè-degustazione è il primo temporary restaurant di Verona, un locale che ogni sei mesi cambia atmosfera e si rinnova utilizzando materiali di recupero. Il risultato è un ambiente caldo e innovativo. La rotazione degli ingredienti in cucina è invece dettata dal ritmo delle stagioni”. Non poteva essere altrimenti.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register