Famiglia d’arte

sorbillo

Quando si dice figli d’arte. O meglio, famiglia d’arte. Perché per i Sorbillo fare la pizza è una vocazione che viene passata con il sangue. Tutto è iniziato nel 1935 con Luigi. Sono passati più di settant’anni, eppure è ancora a quello che si fa riferimento. Nella pizza, come nell’insegna. A cominciare, racconta oggi Antonio Sorbillo, è stato infatti il nonno Luigi, pizzaiolo-capostipite di una grande (in tutti i sensi) famiglia napoletana, 21 figli, tutti instradati nel solco della tradizione. “Appena avevano l’età per lavorare, venivano mandati nelle pizzerie vicine a imparare il mestiere”, conferma il nipote, raccontando di come, dalla base campana, la famiglia si sia sparpagliata ai quattro angoli della Penisola, e non solo, arrivando a Venezia, Treviso ma anche a Francoforte. A lui, il mestiere, o meglio l’arte, l’ha passata il padre, che “fin da bambino, durante le feste o l’estate, mi portava in pizzeria, facendomi indossare la divisa, con tanto di grembiule e berretto. Iniziato come un gioco, nel tempo è diventato il mio lavoro full time”.

La filosofia

Tre anni fa, la decisione di unirsi al cugino Luigi, detto Gigi, e di rilevare un locale vicino alla sede storica, dove il nonno aveva aperto negli Anni ’30 in  via dei Tribunali, in pieno centro a Napoli. “Anticamente – spiega Antonio – questa era una trattoria per studenti e ci piaceva l’idea di riaprire questo posto, dargli un’altra vita”. L’insegna che campeggia all’esterno la dice lunga: ‘Antica Pizzeria Sorbillo di Antonio e Gigi Sorbillo, in Napoli dal 1935. Qualità e tradizione’. E questo condensa la filosofia dei due cugini, come sottolinea Antonio che parla di “mantenere la tradizione quanto a impasto, preparazione del pomodoro e lievitazione lenta di 12 ore senza aggiunta di agenti, innovando sui condimenti, senza però snaturare il tutto”. Ecco così che dal forno – il cui segreto, pare, sia nella legna che arde, dove l’ulivo la fa da padrone, sostituito altrimenti da un albero da frutta, un faggio o una quercia – escono pizze per tutti i gusti, dalla classica marinara (3 euro) a quelle più creative con cigoli e ricotta, oppure con peperoni, salsiccia e panna, fino a quella con mozzarella di bufala, pomodoro fresco, scaglie di parmigiano e rucola a 8 euro. Non solo, con l’arrivo dell’estate ha fatto la sua comparsa nel menù anche la pizza integrale. “Abbiamo avuto un buon riscontro – ammette Antonio -. Era stata pensata per le donne, che nel periodo estivo pensano di più alla linea, invece è piaciuta a tutti”. Unico accorgimento, l’impasto è vaporoso, quindi niente liquidi, meglio puntare sulla versione bianca e sbizzarrirsi sui condimenti.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register