Un Vinitaly da ricordare

vinitaly

Vinitaly è andato in scena a Verona dal 25 al 28 marzo e ha vinto la sua scommessa: ha incassato la soddisfazione degli espositori, un numero di visitatori professionali in crescita dall’estero e soprattutto dal canale horeca italiano. Questi ultimi sono giunti in grande numero già nella giornata di lunedì 26 e molto forte è stata la partecipazione di ristoratori, titolari di enoteche e wine bar provenienti dal Sud Italia. La nuova formula su 4 giorni, dalla domenica al mercoledì, si è dimostrata così vincente e la presenza tra gli stand anche degli operatori esteri si è fatta sentire. “Con un grande ritorno di Stati Uniti e Canada – ha sottolineato Ettore Riello, presidente di Veronafiere – oltre che da tutti i Paesi consumatori emergenti asiatici, con la Cina che è entrata nella nostra top 10, dalla Russia, dal Nord Europa, dalla Francia, ma anche massicciamente dalla Germania per un totale di oltre 140.000 visitatori da 120 Paesi. La percentuale di quelli esteri è cresciuta arrivando al 35% del totale”.
”Un successo nato da un grande lavoro che ha visto con Opera Wine uno straordinario tributo al vino italiano decretato da Wine Spectator e per la prima volta Vinitaly dedicare con Vivit un salone ai vini naturali. Alla fine siamo riusciti a centrare l’obiettivo di aumentare sensibilmente le presenze specializzate in particolare del canale horeca sia italiane che estere. Penso che sia stata in assoluto una delle migliori edizioni di Vinitaly”, ha confermato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.
”E’ stato il Vintaly dell’export» – gli ha fatto eco Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini. Ancora.
”Siamo tutti molto soddisfatti della nuova formula di Vinitaly – ha  dichiarato Lucio Mastroberardino, presidente dell’Unione Italiana Vini – che ha innalzato ulteriormente la qualità del pubblico. Quanto ai buyer e operatori esteri, l’impressione è di un ulteriore scatto, con una presenza ampia, diffusa e di ottima qualità”.

 

I produttori

“Il bilancio è stato positivo – ha segnallato Domenico Zonin – con una buona affluenza fin dal primo giorno”, mentre per Piero Antinori “questo Vinitaly ha avuto una presenza quantitativa, ma soprattutto qualitativa ed è questo che ci interessa”.
”Il più grande Vinitaly di sempre – per Andrea Sartori e per Mauro Lunelli di Ferrari – lo spostamento dei giorni si è dimostrato adatto agli operatori”. “Un cambio geniale – lo ha definito Michele Chiarlo – con una straordinaria presenza di americani, russi, asiatici, ma anche sudamericani”.
”Una formula che funziona – ha  confermato Valentina Argiolas – con molti operatori dall’Asia e il ritorno dell’India, ma anche la vecchia Europa ha dimostrato una partecipazione grintosa”.
”Abbiamo avuto moltissime presenze qualificate e diversificate da Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea, India, Sudamerica, Stati Uniti”, ha precisato José Rallo di Donnafugata. “Ma anche dall’Italia – ha aggiunto Anna Abbona di Marchesi di Barolo – con molti rappresentanti del segmento horeca dalle regioni del sud”.
 E proprio sul canale horeca ha puntato Vinitaly ripensando la sua formula e la crescita degli operatori tra gli stand fa ben sperare per la ripresa del mercato interno.

 

 Distillati e media

 Vinitaly non è stato solo vini, ma anche Grappa & C. Tasting. Il banco d’assaggio dedicato a grappe, amari, liquori, realizzato in collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori, ha fatto registrare numeri importanti con 5.500 assaggi.
Di grande rilievo anche la conferma dei media presenti da oltre 45 Paesi (Usa, Germania, Russia in testa), con oltre 2.500 giornalisti accreditati in rappresentanza di oltre 170 radio e tv, 105 quotidiani e 110 testate online.

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