Effetto Expo: si tirano le somme

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“La giornata di oggi non è un addio ma un passaggio. È l’inizio di un nuovo impegno civico”. Con queste frasi il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, il 31 ottobre scorso ha chiuso ufficialmente Expo 2015. Le sue parole, cariche di soddisfazione, sono supportate dai dati relativi all’Esposizione Universale: in 184 giorni, i visitatori sono stati oltre 21 milioni, su una superficie di oltre 1 milione di metri quadri, divisa in 84 micro aree. Un segnale molto positivo per Milano e in genere per il nostro Paese, con effetti che, secondo le previsioni, perdureranno negli anni a venire dando un nuovo impulso all’economia e, nello specifico, al settore della ristorazione. Partendo dal 2015, Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza ha stimato che, nell’arco di 8 anni, i settori maggiormente interessati dall’impatto economico saranno l’industria (c.a. 6 miliardi di euro), i servizi alle imprese (c.a. 4,8 miliardi di euro), il turismo e la ristorazione (c.a. 3,9 miliardi di Euro). Per avere una valutazione più analitica e maggiormente approfondita relativa all’‘effetto Expo’ sulle attività commerciali bisognerà però attendere l’anno prossimo, quando ci sarà il deposito dei bilanci 2015. Aspettando i dati dal mercato, noi abbiamo raccolto le impressioni e i pareri riguardo a Expo 2015, oltre alle speranze per il futuro, provenienti da ristoratori di diverse località italiane. Questo, partendo proprio da Milano, la città che, per un semestre, ha ospitato l’evento in questione, il più grande mai realizzato sull’alimentazione e sulla nutrizione.

Milano e Firenze

Con ogni probabilità, a beneficiare maggiormente dell’effetto Expo tra le mura della città meneghina, sono state le attività di ristorazione ubicate nelle vie più centrali. Tra queste, vi è il Ristorante Pizzeria Da Cecco, a pochi passi dalla storica sede del Corriere della Sera. “L’Esposizione Universale – si commenta dal locale – ha rappresentato una buona occasione per noi. Dopo un inizio molto incerto, nel corso degli ultimi mesi abbiamo registrato un aumento del 20%. Questo incremento si riferisce nello specifico ai mesi di settembre e ottobre ed è derivato dell’adozione di menù turistici e particolari promozioni riservate alle scolaresche, pubblicizzate anche online. Credo che offrire qualità a un prezzo accessibile sia sempre un ottimo mezzo per far crescere il fatturato di un’attività di ristorazione”. L’aumento dell’indotto turistico ha raggiunto anche Firenze, a conferma delle previsioni fatte nel semestre scorso. Qui si stima che siano stati circa 300.000 i turisti che hanno partecipato alle iniziative a tema Expo. La città ringrazia e, con essa, i ristoratori che hanno visto aumentare il proprio volume d’affari. “Durante i mesi della manifestazione – racconta Laura Franzina del Ristorante Pizzeria ‘O Munaciello – l’afflusso dei turisti è stato davvero interessante. È difficile però stabilire se questo sia dipeso direttamente da Expo. Una cosa, è certa: la nostra proposta si basa solo sulla scelta di ingredienti di grande qualità e questo credo sia sempre molto apprezzato da chi ci sceglie”.

Roma e Napoli

Expo ha avuto un impatto anche sull’afflusso turistico a Roma, con un aumento progressivo di visitatori che, nei primi mesi, è stato di circa il 6%, stando ai dati resi noti da Giovanna Marinelli, assessore alla Cultura e allo Sport di Roma dal 15 luglio al 31 ottobre 2015. Ad attirare i turisti nei ristoranti, la voglia di assaporare la pizza e le specialità laziali, come quelle proposte dal Ristorante Pizzeria Antico Forno a Testaccio. “In questi ultimi mesi – spiega Benedetto Circi, il titolare dell’attività – abbiamo riscontrato un aumento per quanto riguarda il volume d’affari. Non so se questo abbia avuto a che fare direttamente con Expo o se abbia rappresentato l’indotto relativo al Giubileo, che si concluderà il 20 novembre 2016. I numeri però ci sono e noi siamo soddisfatti”. Buoni risultati in termine di fatturato sono stati raggiunti anche a Napoli. Nonostante la lontananza da Milano, la città partenopea, con i suoi tesori artistici e culturali, ha affascinato i turisti e conquistato i loro palati. “Durante tutto il periodo di Expo 2015 – rivela Antonio Grasso, uno dei titolari del Ristorante Pizzeria Gorizia 1962 – l’incremento è stato del 5%. Come sempre, abbiamo lavorato con impegno e mostrato grande professionalità e cortesia, oltre ad aver proposto menù di estrema qualità. Sono questi, secondo me, gli elementi sui quali puntare ogni giorno dell’anno, non solo in occasioni speciali”.

 

 

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