Pizza, affare di famiglia

apertura

 

Accendete il computer, andate su Internet e, attraverso qualunque motore di ricerca inserite tre parole chiave: bambini, famiglia, pizza. Si aprirà un vero e proprio mondo fatto di siti, portali, notizie, consigli, blog e discussioni e chi più ne ha più ne metta. E’ un universo in continua evoluzione ed espansione, quello della ristorazione professionale e delle sue attenzioni verso bambini e nuclei familiari, perché se è vero che fino a poco tempo fa non si faceva poi molto per fidelizzare le famiglie in pizzeria (salvo alcune “isole felici”) anche attraverso un’attenzione tutta particolare nei confronti dei bambini e delle loro esigenze, tutto sta rapidamente cambiando. La crisi ha indotto a cucirsi ancora di più le tasche; ma vuoi mettere una bella pizza formato famiglia? Pochi ci rinunciano e occorre fare in modo che tutti i membri della tribù possano sentirsi a loro agio, per trovare cioè un ambiente quasi casalingo, dove ogni cosa, dai menù dedicati a una mise en place particolare, dall’animazione alle tante piccole attenzioni sia pensata per loro. Con buona pace di mamma e papà, che potranno mangiare in tranquillità la loro pizza senza avere a che fare con figli annoiati e nervosi che magari corrono urlando a squarciagola tra un tavolo e l’altro.

 

La scuola degli stranieri

Cominciamo con chi di famiglie, bambini, pizza e fidelizzazione ha una grande esperienza: “Ho imparato tutto – ci racconta Giuliano Lutterotti della Pizzeria Villa Aranci di Riva del Garda (Tn) – dai miei clienti stranieri, soprattutto tedeschi. Negli altri Paesi la cultura formato famiglia è molto più radicata rispetto a quanto si fa da noi. Quindi nel mio locale è tutto ‘children and family oriented’: menù particolari, spazi per i bimbi, personale dedicato. Se non fidelizzo il mio rapporto con loro, se non metto la famiglia al centro di tutto li perdo”. Gli fa eco scendendo nel dettaglio e dimostrando di avere le idee chiare Gianni Casadei, patron della Pizzeria Ristorante Acqua e Sale di Rimini: “Un’area bimbi dedicata fuori dal locale con giochi, tavoli, fogli e pennarelli, una ragazza del mio staff che si occupa di loro, mentre ai loro genitori vengono riservati tavoli ad hoc in modo che possano sempre vedere ciò che i loro figli fanno. Rimini è una località formato famiglia, quindi non posso che venire incontro alle loro esigenze. E stia pur certo che questa formula funziona perché, l’anno dopo, gran parte dei miei clienti ritorna nel mio locale”.

 

Attenzioni dedicate

Ognuno quindi trova le sue strategie e soluzioni, pensate in funzione di clienti, posizione e struttura del locale e, perché no, di una particolare sensibilità, quella dettata dal fatto di essere padri e madri. E’ il caso di Emilio Lucibello del Ristorante Pizzeria La Perla di Amalfi (Sa): “La mia idea è questa: perché non far socializzare le famiglie? Ho destinato una sala del mio locale tutta per loro, vicina al giardino: in questo modo i bambini possono correre, entrare e uscire, sfogarsi, giocare tra di loro e i genitori possono conoscersi, familiarizzare. E’ stata una scommessa, ma sapevo che prima o poi l’avrei vinta. Ci sono addirittura famiglie che hanno fatto amicizia in questo modo. Vuol mettere la soddisfazione? Oltretutto, così facendo, molti di loro ritornano anche l’anno successivo, per la gioia mia e del mio cassetto”. Idea vincente, questa, come quella di Giuseppe Restifo della Pizzeria Tiramisù di Taormina (Me): “Bimbi e famiglie hanno esigenze diverse, anche dal punto di vista alimentare. Quindi, oltre a dare la ovvia possibilità di preparare le pappe per i più piccoli (si pensi al delicato periodo dello svezzamento, ndr) ho studiato diversi menù per i più piccoli e formule fedeltà che offrono, per esempio, una cena gratuita per la famiglia, a patto di essere stati nostri clienti in precedenza alcune volte”. Insomma, ciascuno di voi ha la sua strategia. Ma tutte queste idee e soluzioni si pagano? Certo costano, ma nel giro di poco tempo tutto ha un ritorno. E’ un investimento che, se ben pensato e gestito, si ripaga in poco tempo e, anzi, aumenterà i profitti (il passaparola è formidabile, così come lo è il gradimento dei bambini, che obbligherà i genitori a tornare). Pensateci, il futuro è tutto in famiglia.

 

Le regole del buonsenso

A ogni famiglia, a ciascun bambino, e di qualunque età, corrispondono desideri e necessità differenti. E’ ovvio che non si può pensare proprio a tutto e a tutti, ma alcune regole, dettate da buonsenso e logica, ci devono essere, a tutto vantaggio della fidelizzazione, del vostro guadagno, insomma del vostro lavoro. Giochi, colori, seggioloni per i più piccoli? Meglio spendere qualche euro in più che rischiare eventuali ritorsioni legali nell’eventualità di un infortunio: scivoli e affini devono essere sicuri (certificati TUV) così come i seggioloni; per matite e pennarelli prediligete quelli ad acqua (facilmente lavabili): potete immaginate la reazione di una mamma il cui figlio si trova la maglietta, magari griffata, definitivamente rovinata dal colore. Menù e offerte particolari formato famiglia? Siate elastici, a ogni età corrispondono esigenze e gusti diversi, che vanno oltre le eventuali intolleranze alimentari. E ovviamente prevedete sempre formule economiche “formato famiglia”. Una famiglia che si trova bene da voi, quasi certamente ritorna, magari accompagnata da amici nelle stesse condizioni.

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