La formula anticrisi? È in scatola

Group of young people eating pizza at home

Deliziosa, fragrante, genuina e sfiziosa. Stiamo parlando, ovviamente, della pizza, il piatto più conosciuto della nostra gastronomia, il cui successo continua a varcare i confini d’Italia. Dando un’occhiata a recenti dati Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi infatti, possiamo notare che il disco di farina più gustoso che c’è, vanta un volume d’affari di circa 62 miliardi di euro, in tutto il mondo. La Federazione fornisce così un dato preciso relativo all’indice di gradimento di questo prodotto, sottolineando anche come Italia, Germania, Francia e Spagna siano le nazioni che la fanno da padrone, assorbendo il 78% del mercato. Ma se l’amore per la pizza resta invariato, cambia oggi la modalità con la quale si consuma. Complice la particolare congiuntura economica, il cliente finale compie delle scelte in maniera più oculata. Non rinuncia al sapore inconfondibile di questo prelibato piatto ma lo consuma con frequenza sempre maggiore a casa propria, facendo registrare, all’interno del segmento di riferimento, un dato particolare. Con una media di consumo tra le mura domestiche di almeno una volta a settimana per il 22,4% degli intervistati – ricerca a campione di Astra Ricerche per Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica – la pizza si afferma come un’abitudine casalinga per 9 italiani su 10. Una nobiltà, quella della pizza d’asporto, conquistata sul campo, a suon di numeri. Vediamo insieme, con l’aiuto di chi ha scelto questa formula, quali sono i vantaggi a essa legati e cosa fare, per poterne aumentare sempre più il business.

Numerosi vantaggi

Le risposte a questa domanda sono molteplici. Numerosi, infatti, sono i vantaggi per chi decide di adottare questa particolare formula. Primo fra tutti, la possibilità di attirare un target eterogeneo, moderno, alla ricerca di gusto e comodità. A pensarla in questo modo, è Camilla Rizzuto, titolare della Pizzeria Camilla di Modena, che afferma: “La pizza d’asporto è molto richiesta perché sono sempre di più le famiglie che, per via di impegni di lavoro, semplificano cene con amici o parenti, consumando questo piatto. A fine giornata infatti, spesso non si ha voglia di cucinare; di conseguenza, si opta per un pasto facile, che coniughi qualità e gusto. La pizza d’asporto, quindi, diventa ogni giorno di più una soluzione pratica, economica e comoda, che mette d’accordo tutti”. A sposare questa tesi, è Arturo Zito, proprietario di Pizza a Portafoglio, che si trova a Lecce. Zito pone l’accento anche su un altro importante elemento, quello cioè legato al fattore economico. “La pizza d’asporto – puntualizza – rappresenta una scelta strategica sia per il cliente finale sia per il ristoratore. Il primo, trarrà vantaggio dal prezzo decisamente accessibile che caratterizza l’offerta. Il secondo potrà avere buoni margini di guadagno. Rispetto a una pizzeria tradizionale, infatti, quella d’asporto prevede un investimento di minore entità. I costi di gestione sono inferiori e non vi è la stretta necessità di avvalersi di personale. Un bel vantaggio, questo, da sfruttare offrendo sempre e solo il meglio, alla propria clientela”.

Al centro sempre il cliente

Dalle parole degli intervistati, emerge come il mondo dell’asporto ruoti intorno a tre elementi cardine: qualità, comodità e convenienza. Tre parole chiave, sicuramente, che contribuiscono a decretarne il successo. Ma questo non basta. È fondamentale fidelizzare la clientela, mettendo in atto diverse strategie, proprio come ha fatto e continua a fare Giuliano Gagi, proprietario della Pizzeria d’asporto Da Giulio, a Pescia, provincia di Pistoia. “Nel settore, ho un’esperienza quasi trentennale. Nel corso degli anni, per conquistare e poi mantenere la clientela, ho creato diverse offerte. Tra quelle che hanno riscosso maggior successo, la raccolta a punti tramite tessera e le speciali promozioni, come quella che prevede una bibita in omaggio, in base al numero di pizze acquistate”. Su questa linea anche Scooby Pizza – a Ponte Decimo, Genova – come rivela Thomas Cortis: “Senza mai perdere di vista ciò che davvero consente di incrementare il business, ovvero l’offerta di qualità, credo che alcune promozioni si rivelino utili per fare cassetto. Noi, per esempio, con l’obiettivo di incontrare le esigenze delle famiglie, offriamo una bibita in formato grande, a fronte di una determinata spesa. Credo sia una soluzione che accontenti grandi e piccini. Gli adulti non hanno spese aggiuntive a quella della pizza, mentre i più piccoli possono gustare a casa la bevanda da loro preferita”.

Il contenitore giusto

La bontà di una pizza d’asporto non dipende solo dalla genuinità degli ingredienti utilizzati. Fondamentale è anche la scelta delle scatole per trasportarla. I contenitori devono mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche della pizza ed essere conformi alle normative vigenti in materia di alimentarietà. Nella scelta, optate per quelle che riportano, di solito sul retro, la scritta che attesta l’assoluta purezza delle carte di cellulosa utilizzate, a garanzia di qualità.

 

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